Un percorso biennale finanziato dal programma STEP europeo forma tecnici superiori nel settore agroalimentare: diploma di quinto livello EQF, borsa di studio, accesso all’insegnamento e alla professione di Perito Agrario tra i riconoscimenti previsti
PRESCRIZIONE (compila il modulo online)
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In una provincia dove la tradizione agroalimentare si intreccia da sempre con vigneti, uliveti e filiere ittiche, prende forma un progetto formativo che prova a tenere insieme due mondi apparentemente distanti: la cucina e l’intelligenza artificiale. Si chiama “AI Food Quality – L’intelligenza artificiale incontra il gusto” ed è un nuovo percorso ITS (Istruzione Tecnologica Superiore) STEP, completamente gratuito, che partirà con l’obiettivo di formare una figura professionale finora poco diffusa nel panorama produttivo italiano: il tecnico che sa leggere la qualità di un alimento non solo con il palato, ma anche attraverso i dati.
Il percorso dura 1.800 ore distribuite in quattro semestri, con 800 ore di stage in azienda, e al termine dei due anni gli allievi potranno ottenere una serie di riconoscimenti che vanno ben oltre il tradizionale attestato di frequenza:
- Un diploma di Tecnico Superiore, titolo di studio statale di V livello EQF (European Qualifications Framework), riconosciuto in tutta Europa e equiparabile, per collocazione nel sistema delle qualifiche, ai primi anni di un percorso universitario;
- Una borsa di studio, pensata per sostenere gli studenti durante il biennio e rendere il percorso accessibile anche a chi non potrebbe altrimenti permettersi due anni di formazione post-diploma;
- Il titolo di accesso all’insegnamento nella scuola statale per i laboratori di scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e agroindustriali — la classe di concorso B011 — aprendo così una strada verso la docenza tecnica negli istituti agrari;
- L’accesso al tirocinio e all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di Perito Agrario e Perito Agrario Laureato, una qualifica che consente di operare come libero professionista nel settore agroalimentare;
- Il riconoscimento di crediti formativi universitari (CFU), spendibili in caso di prosecuzione degli studi in corsi di laurea coerenti con l’indirizzo del percorso;
- Una serie di certificazioni — linguistica, informatica, HACCP, uso di droni e sicurezza sui luoghi di lavoro — che vanno ad arricchire il curriculum degli studenti con competenze immediatamente spendibili sul mercato del lavoro.
Un pacchetto di opportunità che, sommato alla gratuità del percorso, punta a intercettare sia i neodiplomati in cerca di una alternativa concreta all’università, sia chi è già inserito nel mondo del lavoro agroalimentare e vuole aggiornare le proprie competenze.
Il cuore didattico del progetto sta nell’idea che la qualità di un alimento — la sua consistenza, il suo aroma, la sua sicurezza igienico-sanitaria — possa essere osservata, misurata e migliorata attraverso un approccio “data-driven”. Il percorso logico che guida l’intero impianto formativo si può riassumere in una sequenza: dalla materia prima alla trasformazione, dall’analisi sensoriale alla raccolta dei dati, fino all’intelligenza artificiale che supporta la decisione finale sulla qualità del prodotto.
Gli studenti lavoreranno su carne, pesce e prodotti della terra, imparando le tecniche di taglio, cottura, conservazione e controllo della shelf life, ma anche di analisi sensoriale vera e propria: panel test, consumer test, valutazione di gusto, aroma, colore e consistenza. Un asse specifico del percorso è dedicato al Food & Wine Pairing, l’abbinamento tra cibo e vino, mentre un intero modulo affronta le biotecnologie alimentari, dalla microbiologia alle fermentazioni controllate.
Su questa base “artigianale” si innesta la componente tecnologica: gli allievi impareranno a costruire dataset di qualità, a usare modelli di classificazione e previsione, a riconoscere anomalie nei processi produttivi e a progettare prototipi di assistenti basati su intelligenza artificiale pensati per supportare il controllo qualità nelle imprese agroalimentari.
La didattica sarà organizzata attorno a laboratori specialistici — dalla cucina sensoriale ai laboratori di dati e intelligenza artificiale, fino alla fermentazione e alla biotecnologia — e si concluderà con un Capstone Project, un project work sviluppato a stretto contatto con un’impresa partner, nel quale gli studenti dovranno affrontare un problema reale di qualità alimentare e proporre una soluzione basata sui dati.
Le 800 ore di stage, distribuite tra il primo e il secondo anno, si svolgeranno presso imprese agroalimentari e agroindustriali, aziende agricole, cantine, imprese ittiche, ristorazione e laboratori di analisi, oltre che presso realtà del settore Food Tech e aziende tecnologiche specializzate in intelligenza artificiale.
Il percorso rientra nella cornice dei corsi ITS STEP (Sovranità tecnologica, Autonomia digitale e Progresso), la piattaforma europea che finanzia la formazione di competenze legate alle tecnologie critiche — tra cui, appunto, l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati applicate ai settori produttivi strategici. In un comparto come quello agroalimentare siciliano, dove la qualità del prodotto resta il principale fattore competitivo sui mercati nazionali e internazionali, la scommessa è che tecnici capaci di coniugare sapere tradizionale e strumenti digitali possano diventare una risorsa preziosa per le imprese del territorio.
Le iscrizioni al corso, gratuito e a numero limitato, sono aperte.
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