Ci sono esperienze che non si limitano a essere vissute, ma che trasformano. Che aprono orizzonti, cambiano prospettive e, soprattutto, accendono consapevolezze nuove. È quanto accaduto agli studenti dell’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo e del Liceo “Vito Fazio Allmayer”, protagonisti del progetto di potenziamento socio-giuridico “Il cammino dei diritti umani” curato dal prof. Leonardo Di Franco.



Un percorso che ha superato i confini dell’aula per approdare nel cuore dell’Europa: Bruxelles, sede del Parlamento Europeo. Qui, i giovani studenti hanno potuto toccare con mano il funzionamento delle istituzioni europee, comprendendo come i diritti non siano concetti astratti, ma pilastri concreti su cui si costruisce il futuro dei popoli.
A rendere ancora più significativa questa esperienza è stata la guida autorevole dell’On. Leoluca Orlando, che ha accompagnato i ragazzi in un viaggio non solo geografico, ma soprattutto culturale e civile. Le sue parole hanno dato voce ai valori dell’Europa: democrazia, partecipazione, inclusione.
Accanto agli studenti, la dirigente Vincenza Mione, presenza attenta e determinata, che ha creduto fortemente nel valore di un’educazione capace di uscire dai confini tradizionali per diventare esperienza viva, concreta, formativa.



Dieci studenti, provenienti dai due diversi istituti, hanno condiviso un percorso fatto di confronto, scoperta e crescita. Non semplici visitatori, ma giovani cittadini in formazione, chiamati a riflettere sul significato profondo dei diritti umani e sul ruolo che ciascuno può avere nella loro tutela e promozione.
Il progetto si inserisce pienamente negli obiettivi dell’Unione Europea: promuovere la crescita sostenibile, rafforzare la coesione sociale, valorizzare l’innovazione e consolidare un’identità europea fondata sulla cittadinanza attiva. Ma, al di là dei programmi e delle strategie, ciò che resta è l’impatto umano.
Perché questo viaggio ha insegnato ai ragazzi che l’Europa non è solo un luogo, ma una responsabilità. Che i diritti non sono garantiti per sempre, ma vanno conosciuti, difesi, costruiti ogni giorno. Che il futuro non è qualcosa che accade, ma qualcosa che si prepara.
E forse è proprio questo il risultato più importante: aver acceso nei giovani la consapevolezza di poter essere protagonisti. Non spettatori, ma cittadini. Non semplici studenti, ma costruttori di un domani più giusto, più inclusivo, più europeo.
Da Alcamo a Bruxelles, il cammino dei diritti continua. E oggi, cammina sulle gambe di questi ragazzi.









