Mentre il mondo dell’istruzione si interroga su come affrontare la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale, c’è una scuola siciliana che ha scelto di non aspettare il cambiamento, ma di guidarlo.
L’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo si conferma oggi una delle realtà più innovative del panorama scolastico nazionale, capace di trasformare una sfida globale in un’opportunità concreta per docenti e studenti. Lo dimostra la partecipazione all’Incontro di Monitoraggio dell’Azione KA220 – Call 2024 dei Partenariati di Cooperazione Erasmus+, svoltosi nella prestigiosa cornice dell’Hilton Garden Inn Florence Novoli, a Firenze, dove l’istituto alcamese ha rappresentato uno dei progetti più significativi nel campo della transizione digitale e dell’innovazione educativa.

Il progetto M{AI}L – Machine Learning and Artificial Intelligence Learning for Education, (KA220-SCH – Reference No: 2024-1-IT02-KA220-SCH-000249373, CUP G73B24000000006) coordinato dall’istituto alcamese, diretto da Vincenza Mione, è stato selezionato dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ dopo una rigorosa procedura di valutazione che ha visto concorrere proposte provenienti da tutta Italia. Un progetto che non solo ha superato una rigorosa selezione nazionale, ma è riuscito a entrare nella ristretta élite delle migliori iniziative Erasmus+ dedicate all’innovazione didattica, distinguendosi tra centinaia di candidature provenienti da tutta Italia.

Sotto la guida della dirigente scolastica Vincenza Mione, l’ITET Caruso ha scelto di investire sull’Intelligenza Artificiale quando ancora per molti rappresentava un tema distante o riservato agli specialisti. Oggi quella scelta si traduce in una visione educativa che pone la scuola al centro della trasformazione digitale, non come spettatrice, ma come protagonista.
In un momento storico in cui l’Intelligenza Artificiale sta trasformando il lavoro, l’economia e la società, l’istituto ha scelto di affrontare la sfida partendo dalla formazione dei docenti per arrivare agli studenti, costruendo un modello educativo fondato sulla consapevolezza, sull’etica e sull’innovazione.
«La scuola non può inseguire il futuro. Deve contribuire a costruirlo», sembra essere la filosofia che guida un progetto nato per integrare il Machine Learning e l’Intelligenza Artificiale nei processi di insegnamento e apprendimento senza rinunciare alla centralità della persona.
Perché l’Intelligenza Artificiale non entra nelle aule per sostituire il docente, ma per rafforzarne il ruolo educativo. Una convinzione condivisa anche da alcuni dei più autorevoli ricercatori italiani coinvolti nelle attività del progetto. Il messaggio è chiaro: il futuro non appartiene alle macchine, ma alle persone che sapranno governarle.
Ed è proprio su questa idea che si fonda il progetto M{AI}L coordinato dall’ITET Caruso, il partenariato coinvolge organizzazioni provenienti da Italia, Portogallo, Spagna, Grecia e Turchia, con l’obiettivo di creare strumenti operativi, manuali e risorse didattiche capaci di accompagnare scuole, docenti e studenti nell’utilizzo responsabile dell’Intelligenza Artificiale. Un laboratorio europeo di innovazione educativa che mette al centro temi cruciali come inclusione, trasparenza, sicurezza digitale e cittadinanza consapevole.
Il progetto ha dato vita una rete di collaborazioni che coinvolge scuole, università, enti di ricerca e istituzioni nazionali.
Tra queste il Liceo “Leonardo” di Giarre (CT), diretto da Tiziana D’Anna, dove i materiali sviluppati all’interno di M{AI}L sono stati sperimentati nei percorsi di orientamento dedicati agli studenti delle scuole superiori progetto Programma Operativo Complementare (POC) “Per la Scuola” 2014-2020 finanziato con il Fondo di Rotazione (FdR) Codice Identificativo Progetto: 10.1.6A-FDRPOC-SI-2024-103-CUP H84D25000830001 dal titolo: Progetto: “Pensa oltre…..Crea il tuo futuro” nel modulo “L’intelligenza artificiale tra sfide, etica e opportunità”.



Con l’Istituto Comprensivo “Maria Montessori” di Alcamo, diretto da Salvatore Sibilla, è nata una collaborazione illustrata nel convegno “Intelligenze in dialogo”, dedicato al rapporto tra pedagogia montessoriana, STEM e Intelligenza Artificiale.

Con l’ITET “Luigi Einaudi” di Bassano del Grappa, guidato da Miriam Avila, l’istituto è entrato nella rete nazionale “L’Intelligenza Artificiale va a scuola”, una piattaforma che promuove l’introduzione dell’IA secondo principi etici e pedagogici condivisi.
Ma forse il riconoscimento più importante arriva dal mondo della ricerca. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha infatti scelto di affiancare il percorso dell’ITET Caruso attraverso la collaborazione di due autorevoli studiosi: Giovanni Fulantelli, primo ricercatore del CNR-ITD, e Riccardo Rizzo, primo ricercatore del CNR-ICAR.


Fulantelli ha evidenziato come l’Intelligenza Artificiale possa diventare una vera architettura pedagogica capace di migliorare la progettazione didattica, la valutazione e la personalizzazione degli apprendimenti. Rizzo ha invece sottolineato la necessità di sviluppare competenze critiche e una governance etica dell’innovazione già a partire dall’età scolastica.
Due contributi che convergono in un messaggio chiaro: l’Intelligenza Artificiale non sostituisce il docente.
Dietro questi risultati c’è il lavoro di una squadra che ha creduto nell’innovazione come opportunità di crescita collettiva.
Tra i protagonisti del progetto figurano Vincenza Mione, Giuseppina Cosentino, Giovanni Giuseppe D’Alberti, Ivan Juan Garozzo, Andrea Grillo, Claudio La Rocca, Aldo Maniaci ed Enzo Giuseppe Munna, docenti e professionisti che hanno contribuito a trasformare un’idea in una realtà riconosciuta a livello europeo.





Ma il vero destinatario di questo percorso resta lo studente.
Perché ogni innovazione introdotta, ogni ricerca avviata, ogni sperimentazione realizzata ha un unico obiettivo: offrire alle nuove generazioni gli strumenti per comprendere il cambiamento e diventare protagonisti del proprio futuro.
In un tempo in cui l’Intelligenza Artificiale viene spesso raccontata come una minaccia o come una rivoluzione incontrollabile, da una scuola della Sicilia arriva un messaggio diverso.
Tra i risultati più significativi raggiunti dal progetto M{AI}L vi è anche la capacità di generare innovazione educativa oltre i confini della scuola, coinvolgendo attivamente il territorio e il mondo del Terzo Settore.
In questa direzione si inserisce la collaborazione con le associazioni Euro e Terraferma, due importanti realtà della Sicilia occidentale che hanno scelto di adottare e valorizzare i materiali sviluppati nell’ambito del progetto europeo coordinato dall’ITET “Girolamo Caruso”.
Le due associazioni hanno infatti integrato i manuali operativi, le metodologie e i tool realizzati da M{AI}L all’interno del progetto “Generazione Z” (CLP 2024-PE4-00108 | CUP J64C25000320004), finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Missione 5 “Inclusione e Coesione”, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa nel Mezzogiorno e offrire ai giovani strumenti concreti di crescita, partecipazione attiva e autonomia.
Grazie a questa sinergia sono stati progettati e avviati laboratori innovativi denominati “Empowered AI per una didattica inclusiva” e “Modellazione 3D con l’Intelligenza Artificiale”, percorsi che consentono ai giovani di sperimentare direttamente le potenzialità delle tecnologie emergenti attraverso attività pratiche, collaborative e orientate allo sviluppo delle competenze del futuro.
L’esperienza rappresenta un esempio concreto di come la ricerca educativa sviluppata all’interno della scuola possa trasformarsi in patrimonio condiviso per l’intera comunità. Non più soltanto strumenti destinati alle aule scolastiche, ma modelli formativi capaci di raggiungere associazioni, enti del territorio e giovani provenienti da contesti differenti, contribuendo a ridurre le disuguaglianze educative e a promuovere una cittadinanza digitale consapevole.
È la dimostrazione che l’Intelligenza Artificiale, quando viene guidata da una visione educativa fondata sull’etica, sull’inclusione e sulla responsabilità sociale, può diventare un potente strumento di emancipazione e di crescita collettiva. E che una scuola capace di innovare può trasformarsi in un autentico motore di sviluppo per il territorio, creando opportunità che vanno ben oltre i confini dell’istituzione scolastica.










