Al Centro Congressi Marconi di Alcamo non è andato in scena soltanto un convegno. È stata una visione di futuro. Una di quelle giornate capaci di lasciare un segno profondo, in cui scuola, tecnologia, arte e umanità si sono incontrate dando vita a un dialogo autentico tra intelligenze, esperienze e sensibilità diverse.
“Intelligenze in dialogo”, il grande appuntamento dedicato al rapporto tra pedagogia montessoriana, discipline STEM e intelligenza artificiale, fortemente voluto dal Dirigente Salvatore Sibilla ha trasformato Alcamo in un laboratorio educativo aperto al mondo, dove innovazione e inclusione hanno trovato una sintesi concreta e straordinariamente emozionante.



La giornata ha registrato una partecipazione intensa e sentita: dirigenti scolastici, docenti, formatori, amministratori, studenti e corsisti provenienti da tutta Italia hanno riempito la sala congressi, condividendo la convinzione che la scuola debba oggi essere il cuore pulsante del cambiamento sociale e culturale.
Tra i momenti più coinvolgenti dell’intera manifestazione, grande attenzione ha suscitato la sessione laboratoriale ed esplorativa curata dal professor Enzo Giuseppe Munna dell’ITET “Girolamo Caruso” di Alcamo e dalla docente Alessandra Mangano Messina dell’Istituto Comprensivo “Maria Montessori” di Alcamo. Attraverso dimostrazioni pratiche e attività immersive, i partecipanti hanno potuto toccare con mano il potenziale dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie applicate alla didattica inclusiva.



Non semplici esercizi tecnologici, ma esperienze educative profonde, in cui la tecnologia si è trasformata in strumento di accessibilità, creatività e partecipazione. Una visione che si inserisce pienamente nel progetto “Tecno Arte”, promosso dall’ITET “Girolamo Caruso”, istituto che negli ultimi anni si è affermato come modello virtuoso di scuola aperta al territorio e alle sfide del presente.
Sotto la guida lungimirante della dirigente scolastica Vincenza Mione, l’istituto ha costruito una vera comunità educante, capace di mettere in rete scuole, enti, imprese e realtà culturali, creando sinergie che hanno prodotto risultati concreti a livello locale, nazionale e internazionale.



“Tecno Arte” rappresenta una delle espressioni più alte di questa filosofia educativa: studenti che utilizzano modellazione e stampa 3D per realizzare opere tattili destinate a persone non vedenti e ipovedenti, permettendo loro di “vedere” l’arte attraverso il tatto. Un progetto che dimostra come la scuola possa essere non solo luogo di apprendimento, ma anche presidio di inclusione, solidarietà e innovazione sociale.









In questo percorso, l’arte smette di essere privilegio di pochi e diventa esperienza multisensoriale. Tatto, ascolto e percezione prendono il posto dello sguardo, offrendo nuove forme di conoscenza e partecipazione. Perché ciò che nasce per abbattere una barriera può trasformarsi in un’opportunità per tutti.
Fondamentale anche il legame con il programma Erasmus+ e con il progetto internazionale M{AI}L – Machine and Artificial Intelligence Learning for Education Convenzione n° 2024-1-IT02-KA220-SCH-000249373 CUP: G39J20001010006, che coinvolge partner europei e punta a integrare l’intelligenza artificiale nei processi educativi, rafforzando le competenze digitali di studenti e docenti.





L’evento “Intelligenze in dialogo” si inserisce inoltre in un ecosistema più ampio di collaborazioni e progettualità innovative: dal “Living Lab Golfo di Castellammare”, promosso dal GAL Golfo di Castellammare presieduto da Pietro Puccio che unisce scuole, imprese ed esperti per promuovere innovazione e sostenibilità nel territorio D.D.G. n. 1752/6.S del 27/10/2022 PRATT 4269 CUP G77F22000000006 finanziato dall’Unione Europea FESR dell’Assessorato Attività Produttive della Regione Siciliana, fino al “Segesta Lab”, voluto dal direttore del Parco Archeologico di Segesta – Sito Istituzionale – Beni CulturaliLuigi Biondo, dove archeologia, creatività e tecnologie immersive si fondono in nuove forme di apprendimento esperienziale.









Uno dei messaggi più forti emersi durante la giornata è stato proprio questo: la scuola del futuro non può limitarsi a trasmettere contenuti. Deve insegnare a costruire relazioni, sviluppare empatia, abbattere disuguaglianze e trasformare la conoscenza in opportunità condivisa.
Ed è forse questa la lezione più importante lasciata dal convegno di Alcamo: l’intelligenza artificiale, le STEM e le nuove tecnologie hanno davvero valore solo quando restano profondamente umane.
Perché il progresso non si misura soltanto nella capacità di innovare, ma soprattutto nella capacità di includere.





