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«Un mare di energia», il GAL Pesca “Golfi di Castellammare e Carini” sostiene la sperimentazione: verso un porto più sostenibile

Il progetto sostenuto dal GAL Pesca “Golfi di Castellammare e Carini” attraverso il FEAMPA punta a produrre elettricità e acqua dolce dal moto ondoso. La seconda edizione del seminario mette in relazione Università, istituzioni e comunità della pesca.
CASTELLAMMARE DEL GOLFO — Trasformare il movimento delle onde in una risorsa per chi vive e lavora sul mare. È l’obiettivo di “Un mare di energia”, il percorso di ricerca e sperimentazione che porta il porto di Castellammare del Golfo nel confronto internazionale sulle energie marine. Alla base c’è una collaborazione tra il GAL Pesca “Golfi di Castellammare e Carini” e il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo, nella quale assume particolare rilievo il contributo scientifico del professor Vincenzo Franzitta.
Il progetto è stato al centro della seconda edizione del seminario “Un mare di Energia” svoltasi il 31 ottobre nella Sala conferenze del porto, nell’ambito di Seacily, il nono Salone Nautico di Sicilia. Il sottotitolo, “Dalla teoria alla sperimentazione: verso il primo prototipo per la produzione di energia rinnovabile a servizio della pesca”, descrive il passaggio sul quale si concentra il lavoro: verificare in condizioni reali una tecnologia studiata per il contesto portuale.
L’iniziativa riguarda il “Progetto pilota per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per i pescatori ed i settori connessi”, identificato dal CUP G45C23000200009, sostenuto attraverso il GAL Pesca “Golfi di Castellammare e Carini” nell’ambito del Programma FEAMPA 2021–2027, misura 2.C1, nel quadro degli interventi della Regione Siciliana per il settore della pesca.

Il finanziamento pubblico consente di affrontare una fase essenziale della ricerca applicata: costruire un dimostratore, raccogliere dati e misurare prestazioni, affidabilità e condizioni di utilizzo. Per le comunità costiere, il valore dell’investimento risiede nella possibilità di studiare soluzioni coerenti con le necessità dei servizi portuali e della marineria.
Vincenzo Franzitta ha svolto un ruolo centrale nell’impostazione scientifica del percorso. La documentazione fornita lo individua quale responsabile delle attività assegnate al Dipartimento di Ingegneria nell’ambito della convenzione di ricerca. Il suo contributo collega lo studio della risorsa marina allo sviluppo delle soluzioni tecnologiche e alla diffusione dei risultati nella comunità scientifica.
Questa dimensione trova un riscontro preciso nella pubblicazione “Wave Energy Integration for Sustainable Port Development: The Case of Castellammare Del Golfo, Sicily”, firmata da Domenico Curto, Bruno Provenza, Vincenzo Franzitta ed Enzo Giuseppe Munna. Il lavoro è registrato nell’archivio istituzionale dell’Università di Palermo come contributo negli atti di OCEANS 2025 – Great Lakes, con DOI 10.23919/OCEANS59106.2025.11244935 e riferimento editoriale in IEEE Xplore. Lo studio esamina la fattibilità dell’integrazione di un convertitore di energia ondosa nelle infrastrutture portuali esistenti e presenta il concetto di un prototipo da sviluppare.
La rilevanza internazionale consiste nella possibilità di rendere metodi e ipotesi progettuali conoscibili e discutibili da altri gruppi di ricerca. Il caso siciliano entra così in un confronto più ampio sulle applicazioni dell’energia marina nelle aree costiere.
Il progetto è stato il promotore di un’altra pubblicazione scientifica internazionale “Wave Energy Integration in Harbor Infrastructure: A Case Study in Sicily”, presentato a OCEANS 2026, a Monterey, negli Stati Uniti. Il percorso collega quindi la sperimentazione locale alla comunicazione scientifica internazionale, mantenendo distinta la presentazione dei risultati di studio dalla successiva verifica delle prestazioni dell’impianto.

Il lavoro avviato con il contributo di Franzitta prosegue nella fase operativa descritta dai materiali più recenti, che indicano Domenico Curto come responsabile scientifico del progetto pilota. Questa continuità permette di accompagnare l’evoluzione della soluzione tecnica e la preparazione della campagna di monitoraggio.

La configurazione aggiornata prevede che il moto di una boa venga utilizzato per pressurizzare l’acqua marina e trasferirla a terra. Qui un’unità a osmosi inversa produce acqua dolce, mentre una turbina recupera parte dell’energia di pressione per generare elettricità. L’acqua del dimostratore è destinata a usi tecnici e di servizio; le prestazioni attese dovranno essere verificate durante la sperimentazione.

In questo percorso il GAL, presieduto da Pietro Puccio e diretto da Andrea Ferrarella, svolge una funzione di collegamento tra ricerca e bisogni territoriali. Puccio rappresenta la prospettiva di sviluppo delle comunità della pesca; Ferrarella segue il raccordo operativo e progettuale, contribuendo a mettere in relazione gli interlocutori coinvolti.

Il programma del seminario ha dato spazio a questa pluralità di competenze. La moderazione è stata affidata a Enzo Giuseppe Munna, docente dell’ITET “Girolamo Caruso” di Alcamo e coordinatore del progetto, presente anche tra gli autori della pubblicazione del 2025 e del 2026. Il suo ruolo collega la collaborazione istituzionale alla divulgazione e alle opportunità formative per i giovani.

Tra i saluti istituzionali Giuseppe Fausto, sindaco di Castellammare del Golfo, e Giuseppe Stabile, presidente della sezione locale della Lega Navale Italiana, realtà interessata a ospitare l’installazione. Per la Lega Navale erano indicati anche Daniela Gemelli, delegata regionale per la Sicilia occidentale.

Altri intervento di rilievo sono stati forniti da Pietro Puccio presidente del GAL Pesca “Golfi di Castellammare e Carini”, Livan Fratini, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo che ha portato i saluti anche del Magnifico Rettore Massimo Midiri, e Leonardo Catagnano, dirigente dell’ambito Sviluppo locale e Identità culturale della pesca mediterranea. Un quadro istituzionale che mette in relazione amministrazione, ricerca e utilizzatori del mare.

Gli approfondimenti tecnici erano dedicati al contributo di Domenico Curto sugli obiettivi e sulla sperimentazione; di Domenico Panno, professore associato ed Energy Manager dell’Università di Palermo, sul rapporto tra fabbisogni della pesca e transizione energetica; e di Bruno Provenza sull’evoluzione progettuale e sulle applicazioni nelle infrastrutture portuali. Le tracce aggiornate del confronto includevano Daniele Milone, con attenzione all’avanzamento del progetto, alle verifiche operative e ai possibili sviluppi.

Per Castellammare, la prospettiva è costruire conoscenze utilizzabili anche in altri contesti costieri. Il contributo scientifico di Franzitta, il lavoro del gruppo di ricerca e il sostegno del GAL hanno posto le basi del percorso. Saranno ora i dati raccolti sul campo a indicare quali a

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