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«Una scuola più inclusiva»: ad Alcamo l’intelligenza artificiale diventa risorsa educativa

Il seminario al “Girolamo Caruso” mette al centro i risultati del progetto europeo M{AI}L M{AI}L – Machine and Artificial Intelligence Learning for Education: un’indagine sui bisogni dei docenti e un manuale multilingue per la didattica. Con Generazione Z, le risorse raggiungono anche i percorsi contro la povertà educativa.

ALCAMO — Rendere l’intelligenza artificiale comprensibile, utilizzabile in classe e accessibile a studenti con bisogni differenti. È la sfida affrontata dal progetto Erasmus+ M{AI}L – Machine and Artificial Intelligence Learning for Education (Reference No: 2024-1-IT02-KA220-SCH-000249373, CUP G73B24000000006), coordinato dall’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo che a novembre volge al termine dopo due anni di sperimentazioni. Un lavoro europeo che comincia a tradursi in prodotti concreti: un report sui bisogni formativi degli insegnanti, un manuale operativo tradotto nelle lingue del partenariato e risorse che trovano applicazione anche nelle attività educative del territorio.

Questi temi sono stati al centro di “Una scuola più inclusiva con l’intelligenza artificiale come risorsa educativa”, il seminario del 22 ottobre nella sala convegni “Rosario Corso” dell’istituto. Un titolo che individua il criterio con cui valutare l’innovazione: la sua capacità di ampliare le opportunità di apprendimento e partecipazione.

Il programma, moderato da Enzo Giuseppe Munna, docente del “Caruso”, ha riunito Vincenza Mione, dirigente scolastica dell’istituto, e Davide Nugnes, dirigente dell’Ambito Territoriale di Trapani – Ufficio XI dell’USR Sicilia, per i saluti istituzionali. Gli interventi tematici sono stati affidati a Giovanni Giuseppe D’Alberti, docente coinvolto nel progetto M{AI}L, e a Simonetta Scaccia, vicepresidente della Cooperativa Terraferma, per il progetto Generazione Z.

Tra i risultati tangibili del progetto figura l’adesione dell’ITET “Girolamo Caruso” a due reti dedicate all’intelligenza artificiale nella scuola, che ampliano le opportunità di collaborazione, formazione e scambio di buone pratiche.

La prima è la rete nazionale “L’Intelligenza Artificiale va a scuola”, che vede come riferimento l’ITET “Luigi Einaudi” di Bassano del Grappa, guidato dalla dirigente Miriam Avila, e promuove l’integrazione dell’IA nella didattica secondo principi etici e pedagogici condivisi.

La seconda è “IA SICILIA”, promossa sul territorio dal dirigente scolastico Benedetto Lo Piccolo, nata per mettere in relazione le istituzioni scolastiche dell’Isola e affrontare insieme le sfide della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale nell’istruzione. La rete favorisce la formazione e la crescita professionale del personale, la condivisione di esperienze e lo scambio di risorse e competenze tra le scuole aderenti.

Queste adesioni danno continuità al lavoro sviluppato dal progetto, creando le condizioni per diffonderne i risultati e sostenere una collaborazione stabile sull’innovazione educativa.

Il ruolo del “Caruso”, sotto la guida di Vincenza Mione, è quello di coordinare un partenariato che collega cinque Paesi. Accanto alla scuola alcamese operano INOVA+ e Agrupamento de Escolas José Estêvão, in Portogallo; GESTIONET Multimedia, in Spagna; Chania Directorate of Primary Education, in Grecia; e Ozel Fide Ortaokulu, in Turchia. La collaborazione permette di confrontare esigenze, esperienze e approcci didattici, costruendo materiali utilizzabili in contesti scolastici diversi.

Finanziato nell’ambito di Erasmus+ KA220-SCH, M{AI}L si rivolge agli insegnanti della scuola primaria e secondaria, con particolare attenzione agli studenti tra i dieci e i quindici anni. L’obiettivo è accompagnare l’introduzione dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico attraverso attività pratiche, sperimentazione e riflessione critica.

Il primo risultato parte dall’ascolto degli insegnanti. Il report “Bridging Challenges, Enhancing Education” raccoglie il lavoro svolto attraverso focus group in quattro Paesi del consorzio, questionari compilati da circa cinquanta docenti e un’analisi comparativa delle percezioni sull’uso dell’IA e del machine learning.

È uno dei prodotti progettuali, definiti deliverable, già realizzati. La sua funzione è individuare difficoltà, bisogni e opportunità prima di elaborare le risorse formative. Il confronto internazionale consente di orientare lo sviluppo dei materiali sulla base delle esigenze emerse dai contesti scolastici.

Un secondo traguardo è la versione finale del manuale “Teachable Machine Unleashed”,, già tradotta in tutte le lingue dei partner. Sviluppato nell’ambito del pacchetto di lavoro WP2, coordinato da Gestionet e ITET “Caruso”, il manuale offre indicazioni operative per accompagnare gli insegnanti nell’integrazione dell’IA in classe, anche senza una preparazione tecnica avanzata.

Il riferimento a strumenti come Teachable Machine risponde all’esigenza di avvicinare la tecnologia alla pratica didattica. La finalità educativa è permettere agli studenti di esplorare il funzionamento dell’apprendimento automatico, formulare domande e sviluppare curiosità, pensiero critico e creatività digitale.

Report e manuale costituiscono dunque risultati già disponibili. Il percorso progettuale comprende anche lo sviluppo di una guida interattiva e di un database per l’apprendimento autonomo, con esercizi e attività differenziati per livello scolastico. La sperimentazione in classe e il feedback dei docenti sono passaggi previsti per affinare le risorse e verificarne l’utilità educativa.

Nel seminario, il contributo di D’Alberti Giovanni Giuseppe ha rappresentato il riferimento per questa dimensione didattica di M{AI}L: strumenti e metodologie da collocare dentro una progettazione guidata dagli insegnanti. L’inclusione richiede infatti attenzione all’accessibilità dei materiali, alle differenti modalità di apprendimento e alla possibilità per ciascun alunno di partecipare alle attività.

Il collegamento con Generazione Z (CLP 2024-PE4-00108 | CUP J64C25000320004), finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Missione 5 “Inclusione e Coesione”, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa nel Mezzogiorno e offrire ai giovani strumenti concreti di crescita, partecipazione attiva e autonomia, portato nel confronto da Simonetta Scaccia, amplia il raggio d’azione del progetto europeo. Le associazioni Euro e Terraferma hanno integrato materiali, metodologie e strumenti di M{AI}L nel percorso finanziato nell’ambito del PNRR, Missione 5 “Inclusione e Coesione”, per contrastare la povertà educativa e promuovere crescita, partecipazione e autonomia dei giovani.

Da questa collaborazione sono stati progettati e avviati i laboratori “Empowered AI per una didattica inclusiva” e “Modellazione 3D con l’Intelligenza Artificiale”. Si tratta di un risultato concreto di trasferimento: le risorse elaborate dal partenariato europeo diventano disponibili anche per attività educative promosse sul territorio.

Il dialogo tra i due progetti mette così in relazione formazione dei docenti, sperimentazione scolastica e interventi extrascolastici. La presenza dell’amministrazione scolastica, della dirigenza dell’istituto e del Terzo settore restituisce il senso di una comunità educante che condivide strumenti e competenze.

La prospettiva aperta dal seminario è dare continuità a questo lavoro. I prodotti realizzati e i laboratori avviati offrono una base concreta; la verifica dei loro effetti su apprendimenti, partecipazione e autonomia sarà il passaggio necessario per consolidare le pratiche. È su questi risultati che potrà misurarsi l’ambizione indicata nel titolo: costruire, anche attraverso l’intelligenza artificiale, una scuola più inclusiva.

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