Il 31 ottobre la seconda edizione del seminario “Un mare di Energia” dedicato alle rinnovabili nelle infrastrutture portuali. Al centro il progetto finanziato attraverso il GAL Pesca “Golfi di Castellammare e Carini” nell’ambito del FEAMPA 2021–2027, con il contributo scientifico dell’Università di Palermo.
CASTELLAMMARE DEL GOLFO — Utilizzare il movimento delle onde per produrre energia destinata alle attività della pesca e ai servizi portuali. È la prospettiva sulla quale lavora il “Progetto pilota per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per i pescatori ed i settori connessi”, che mette in relazione ricerca universitaria, sviluppo locale e comunità del mare.
Il percorso sarà al centro di “Un mare di Energia – II Edizione”, in programma sabato 31 ottobre 2026, alle ore 10:00, nella Sala conferenze del porto di Castellammare del Golfo, nell’ambito di Seacily, il nono Salone Nautico di Sicilia. Il sottotitolo indica la fase affrontata dall’iniziativa: “Dalla teoria alla sperimentazione: verso il primo prototipo per la produzione di energia rinnovabile a servizio della pesca”.


L’obiettivo è verificare sul campo come una tecnologia di conversione del moto ondoso possa rispondere alle esigenze delle attività costiere. La realizzazione di un dimostratore consentirà di raccogliere dati sulle prestazioni, sull’affidabilità e sulle condizioni di utilizzo, costruendo una base di conoscenze per valutare eventuali sviluppi successivi.
Il progetto, identificato dal CUP G45C23000200009, è finanziato attraverso il GAL Pesca “Golfi di Castellammare e Carini”, nell’ambito del Programma FEAMPA 2021–2027, misura 2.C1 Regione Siciliana ’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea – Dipartimento Sviluppo locale e Identità culturale – Pesca mediterranea.
Il finanziamento permette di affrontare un passaggio impegnativo per la ricerca applicata: portare le ipotesi progettuali verso una verifica in condizioni reali. È in questa fase che si possono comprendere opportunità, limiti tecnici ed esigenze di gestione di una soluzione destinata al territorio.
Il GAL, presieduto da Pietro Puccio e diretto da Andrea Ferrarella, svolge una funzione di raccordo tra il mondo della pesca e le competenze scientifiche. La collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo mette insieme conoscenza dei contesti locali, disponibilità di dati, laboratori e personale specializzato.
La documentazione progettuale descrive un percorso articolato nella caratterizzazione del sito, nello studio delle condizioni del mare, nello sviluppo tecnologico e nelle successive prove. In questo quadro si inserisce il lavoro scientifico che è diretto dal professor Vincenzo Franzitta, responsabile delle attività assegnate al Dipartimento nell’ambito della convenzione di ricerca.
Il seminario sarà moderato da Enzo Giuseppe Munna, docente dell’ITET “Girolamo Caruso” di Alcamo. La presenza della scuola tecnica nel confronto collega la sperimentazione anche alla diffusione delle conoscenze e alla formazione delle competenze necessarie alla transizione energetica.
I saluti istituzionali saranno aperti da Giuseppe Fausto, sindaco di Castellammare del Golfo, e da Giuseppe Stabile, presidente della locale sezione della Lega Navale Italiana. Il Comune e la realtà associativa del mare rappresentano interlocutori importanti per il radicamento della sperimentazione nel contesto portuale. Nei materiali di progetto è richiamato, in particolare, l’interesse della Lega Navale a ospitare l’installazione.
Per la Lega Navale interverranno inoltre Daniela Gemelli, delegata regionale per la Sicilia occidentale, e Giuseppe Tisci, componente del Consiglio direttivo nazionale. La loro partecipazione porterà nel confronto la dimensione regionale e nazionale dell’associazione e il rapporto con le comunità che frequentano e utilizzano il mare.
Pietro Puccio, presidente del GAL, rappresenterà il soggetto che sostiene e promuove il progetto sul territorio. Per l’Università di Palermo sono previsti i saluti di Livan Fratini, direttore del Dipartimento di Ingegneria, e di Massimo Midiri, rettore dell’Ateneo. Completano il quadro istituzionale i saluti di Leonardo Catagnano dirigente del Dipartimento Sviluppo locale e Identità culturale – Pesca mediterranea.
La sessione scientifica vedrà il contributo di Domenico Curto, ricercatore di Fisica tecnica ambientale e nuovo responsabile del progetto pilota. Il suo intervento costituirà il riferimento per approfondire il percorso verso il prototipo e le verifiche necessarie alla sperimentazione.
Parteciperà Maurizio Cellura, professore ordinario di Fisica tecnica ambientale e direttore del Centro di Sostenibilità e Transizione Ecologica dell’Università di Palermo. Le sue competenze inseriscono il tema dell’energia marina nel più ampio confronto sulla sostenibilità delle tecnologie e sulla trasformazione dei sistemi energetici.
A seguire, Domenico Panno, professore associato di Fisica tecnica industriale ed Energy Manager dell’Ateneo palermitano, porterà nel seminario l’esperienza legata alla gestione dell’energia e alle applicazioni tecnologiche.
Bruno Provenza approfondirà la produzione di energia da moto ondoso nelle infrastrutture portuali, tema direttamente connesso al caso di Castellammare del Golfo. La dimensione internazionale sarà affidata a Maurizio Cirrincione, direttore dell’Energy and Resources Institute della Charles Darwin University, nel Territorio del Nord australiano. La sua presenza offrirà un’ulteriore occasione di confronto tra esperienze e competenze di ricerca.



Il significato del progetto risiede nella possibilità di studiare una fonte rinnovabile a partire dai bisogni di chi opera sul mare. Tra le prospettive descritte nei materiali figurano l’alimentazione di piccoli servizi portuali e, per le configurazioni che integrano la dissalazione, la produzione di acqua dolce. Sono possibilità da verificare attraverso lo sviluppo tecnologico e le prove: le stime progettuali dovranno essere confrontate con i dati della sperimentazione.
Castellammare del Golfo si propone così come luogo di incontro tra finanziamento pubblico, ricerca e attività produttive. Il ruolo del GAL Pesca “Golfi di Castellammare e Carini” è rendere possibile questo collegamento, dando alle esigenze locali uno spazio nella progettazione scientifica.
Il seminario del 31 ottobre consentirà di condividere il percorso con istituzioni, operatori e cittadini. La sfida sarà trasformare le conoscenze raccolte in soluzioni affidabili, valutandone prestazioni, costi e compatibilità con l’ambiente portuale. È da queste verifiche che potrà emergere il contributo dell’energia delle onde al futuro della pesca e delle comunità costiere.










