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L’ITET “Girolamo Caruso” alla Camera dei Deputati: la scuola che sceglie di camminare accanto ai propri studenti

relatori

Ci sono scuole che insegnano. E poi ci sono scuole che lasciano un segno, che ascoltano, accolgono e accompagnano i ragazzi nel loro percorso umano prima ancora che scolastico. L’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

La presenza dell’ITET Caruso nella prestigiosa cornice della Camera dei Deputati – Sala Matteotti, a Roma, in occasione della presentazione del libro “È suonata la campanella!”, curato dalla pedagogista Daniela Virgilio, non è stata soltanto una partecipazione istituzionale. È stata la testimonianza concreta di una scuola che oggi rappresenta un modello educativo innovativo e profondamente umano, capace di stare realmente al fianco dei propri studenti.

L’evento, promosso dall’ANPE Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani, ha riunito autorevoli esponenti del mondo della scuola, dell’università e delle istituzioni per riflettere sul futuro dell’educazione e sul valore della pedagogia come strumento concreto di crescita sociale e culturale.

Il volume presentato rappresenta infatti molto più di una pubblicazione scientifica: è il racconto di un’esperienza viva, costruita nelle scuole e per le scuole. Un libro di ricerca-azione che propone strumenti operativi, micro-laboratori, unità di apprendimento e rubriche valutative per sviluppare competenze trasversali fondamentali come empatia, resilienza, leadership e creatività.

Competenze che oggi non possono più essere considerate accessorie, ma che diventano decisive per aiutare i giovani a orientarsi in una società complessa, fragile e in continua trasformazione.

Ed è proprio qui che emerge il ruolo centrale dell’ITET “Girolamo Caruso”. Non una scuola distante o chiusa nei propri programmi, ma una comunità educante che ha scelto di mettersi in prima linea contro la dispersione scolastica, l’emarginazione e il disagio giovanile.

Sotto la guida della dirigente scolastica Vincenza Mione, l’istituto è diventato negli anni un punto di riferimento nel panorama educativo siciliano e nazionale. Una scuola capace di costruire reti, creare opportunità, promuovere inclusione e innovazione senza mai perdere di vista la persona.

Non è un caso che proprio l’ITET Caruso sia stato individuato come Scuola Polo INVALSI PA-TP e abbia sostenuto la sperimentazione del modello “Cantiere Pedagogico”, ideato dalla dott.ssa Virgilio, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia.

Un modello che mette al centro gli studenti non soltanto come destinatari dell’insegnamento, ma come protagonisti attivi del proprio percorso di crescita. Una pedagogia concreta, fatta di ascolto, esperienze reali e partecipazione.

Alla Camera dei Deputati, la presenza dell’ITET Caruso ha assunto così un valore simbolico fortissimo: portare nel cuore delle istituzioni italiane la testimonianza di una scuola pubblica che crede ancora nel potere trasformativo dell’educazione.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti autorevoli relatori, tra cui l’onorevole Maria Carolina Varchi, segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, Maria Angela Grassi, presidente nazionale ANPE, Valentina Aprea, responsabile nazionale Dipartimento Istruzione FI, la rettrice Elsa Maria Bruni, componente CDA INDIRE, il dirigente USR Sicilia Davide Nugnes, la professoressa Loredana Perla dell’Università di Bari, Giuseppe Pierro del Dipartimento Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio e il presidente INVALSI Roberto Ricci. Invitato anche il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Interventi che hanno ribadito un concetto fondamentale: la scuola del futuro non può limitarsi a trasmettere nozioni, ma deve diventare presidio di umanità, inclusione e speranza.

Ed è esattamente ciò che l’ITET “Girolamo Caruso” continua a fare ogni giorno.

Dietro i progetti, i riconoscimenti e le innovazioni tecnologiche, infatti, resta una missione semplice e potentissima: non lasciare indietro nessuno.

Essere accanto agli studenti significa ascoltarne le fragilità, valorizzarne i talenti, costruire opportunità concrete e aiutare ciascuno a trovare il proprio posto nel mondo.

In un tempo in cui spesso i giovani vengono raccontati attraverso il disagio e l’incertezza, la scuola di Alcamo sceglie invece di parlare di possibilità, crescita e futuro.

E forse è proprio questa la lezione più importante emersa dalla giornata romana: una scuola può davvero cambiare la vita delle persone quando smette di limitarsi a insegnare e inizia, profondamente, a prendersi cura.

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