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Alcamo celebra l’autonomia: la scuola diventa laboratorio di coscienza civile

80 anni statuto siciliano

L’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo si è fatto, il 4 maggio 2026, cornice autorevole di un evento di respiro regionale, capace di coniugare memoria storica e responsabilità civile. Un appuntamento di alto profilo istituzionale ed emotivo che ha trasformato l’aula magna dell’istituto in uno spazio vivo di confronto, partecipazione e crescita collettiva.

Dal titolo evocativo “Sicilia: 80 anni di autonomia”, l’iniziativa – promossa in collaborazione con l’associazione “Il Golfo” ODV – ha rappresentato molto più di una celebrazione: è stata una chiamata alla consapevolezza, rivolta in particolare alle nuove generazioni, affinché possano riconoscere nel passato le radici del proprio futuro.

A moderare i lavori è stato, con maestria, Riccardo Galatioto, direttore responsabile della testata Videosicilia News, che ha guidato con equilibrio e profondità un confronto ricco di contenuti e riflessioni.

Ad aprire il convegno è stato un momento di grande intensità e valore simbolico: l’esibizione dell’orchestra del Liceo Musicale “Vito Fazio Allmayer”, che ha eseguito e interpretato con partecipazione l’Inno Nazionale Italiano e l’Inno della Regione Siciliana. Un’introduzione solenne e coinvolgente, capace di suscitare emozione e senso di appartenenza, ponendo fin da subito l’accento sui valori di identità, storia e comunità.

L’apertura istituzionale ha visto gli interventi della dirigente scolastica Vincenza Mione, del sindaco di Alcamo Domenico Surdi e della consigliera comunale Anna Lisa Guggino. Parole che hanno sottolineato il valore della scuola come presidio di democrazia e luogo privilegiato per la formazione di cittadini consapevoli.

Di altissimo profilo anche il parterre dei relatori: la docente universitaria Carla Di Martino dell’Università degli Studi di Palermo, i notai Claudia Ingrao e Stefano Narici, l’ex ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia e l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano. Voci diverse, ma unite da una visione comune: restituire allo Statuto speciale della Regione Siciliana il suo significato più autentico e attuale.

Il convegno si è inserito nelle celebrazioni per gli ottant’anni dello Statuto, firmato il 15 maggio 1946, un atto fondativo che ha preceduto la stessa Costituzione repubblicana, sancendo l’autonomia dell’Isola. Un’autonomia che, nel corso dei decenni, ha rappresentato una conquista straordinaria, evolvendosi fino a diventare oggi uno strumento strategico per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

L’incontro non si è limitato a ripercorrere la storia, ma ha aperto uno sguardo critico e costruttivo sul presente. In un contesto globale segnato da cambiamenti rapidi e complessi, il tema dell’autonomia regionale assume infatti una centralità sempre più evidente, chiamando istituzioni e cittadini a una riflessione matura e consapevole.

Particolarmente significativo è stato il format dell’evento: un talk dinamico e partecipativo che ha superato la tradizionale lezione frontale, coinvolgendo attivamente gli studenti. I giovani non sono stati semplici spettatori, ma protagonisti del dialogo, chiamati a interrogarsi sui punti di forza e sulle criticità dello Statuto, sulle sue prospettive e sulle opportunità che può ancora offrire.

È proprio in questa partecipazione viva che l’iniziativa ha trovato il suo senso più profondo: non una celebrazione formale, ma un passaggio di testimone tra generazioni. Perché conoscere lo Statuto significa comprendere il valore dell’autonomia, ma soprattutto riconoscere il proprio ruolo nella società.

La scuola, in questo scenario, si conferma luogo centrale: non soltanto spazio di apprendimento, ma laboratorio di cittadinanza, in cui la memoria storica si intreccia con la lettura del presente e la costruzione del futuro.

In un tempo spesso segnato da distanza e disillusione verso la vita pubblica, l’evento dell’ITET “Girolamo Caruso” dimostra che esiste ancora una strada diversa: quella della partecipazione, del dialogo e della consapevolezza.

Perché il futuro della Sicilia passa anche – e soprattutto – da qui: da un’aula piena di giovani che scelgono di ascoltare, comprendere e diventare protagonisti del proprio tempo.

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