Home / Territorio / Capaci, la lezione del capone: il sindaco Puccio riunisce pescatori e formatori per «Onde di gusto»

Capaci, la lezione del capone: il sindaco Puccio riunisce pescatori e formatori per «Onde di gusto»

Due giornate dedicate al pescato locale e alla dieta mediterranea, la mattina per gli studenti e il pomeriggio per la cittadinanza. A guidare gli incontri Francesca Rita Cerami e Toti Lucido. Al fianco del Comune il GAL Pesca «Golfi di Castellammare e Carini», la Fondazione ITS Academy «Emporium del Golfo» e l’associazione CRITICA.

CAPACI — Al banco del pesce, in Sicilia, la lampuga si chiede anche con un altro nome: capone. Conoscerne il nome è un primo passo; sapere in quale stagione si pesca, da dove arriva e come si prepara aiuta a decidere che cosa portare in tavola. Da queste domande parte «Onde di gusto: il sapore del pescato e della cultura marinara di Capaci», il progetto di educazione alimentare promosso dal Comune. Il sindaco Pietro Puccio ha riunito attorno allo stesso programma chi conosce il mestiere della pesca, chi forma i futuri tecnici dell’agroalimentare e chi racconta la cultura marinara a un pubblico di non specialisti.

La scelta dell’amministrazione si legge già nell’organizzazione delle due giornate: al mattino gli incontri sono dedicati alle scuole, nel pomeriggio si aprono alla cittadinanza. Il punto di partenza resta lo stesso, ma cambiano le domande. Per uno studente, seguire la lampuga lungo la filiera significa scoprire perché il pescato varia durante l’anno e quali mestieri ci sono tra la barca e il banco di vendita. Per una famiglia contano anche questioni immediate: come riconoscere la provenienza del pesce, come pulirlo, quale ricetta scegliere per utilizzarlo al meglio.

A tenere insieme questi due punti di vista sono Francesca Rita Cerami, presidente di IDIMED, l’Istituto Dieta Mediterranea, Toti Lucido, presidente del Co.Ge.Pa. Palermo Ovest e Enzo Giuseppe Munna presidente della Fondazione ITS Academy «Emporium del Golfo» di Alcamo. Cerami porta nella formazione il rapporto tra dieta mediterranea, stagionalità e abitudini di cucina; Lucido la conoscenza di chi lavora lungo la costa e si misura ogni giorno con ciò che il mare offre. Accostare le loro esperienze permette di spiegare una relazione che al momento della spesa può sfuggire: la disponibilità di un pesce dipende anche dai ritmi della pesca, mentre la possibilità di venderlo dipende, in parte, dalla familiarità di chi compra con quella specie.

È qui che prende forma il lavoro di raccordo svolto da Puccio. Il GAL Pesca «Golfi di Castellammare e Carini» diretto da Andrea Ferrarella mette a disposizione la propria conoscenza della piccola pesca e i rapporti con pescatori, cooperative e operatori locali. Per la marineria, far conoscere meglio una specie stagionale ha una ragione economica precisa: quando la domanda si concentra su pochi pesci abituali, una parte del pescato fatica a trovare acquirenti. Raccontare il capone, dalla cattura alla cucina, può allargare la scelta dei consumatori e dare maggiore riconoscibilità al lavoro di chi lo porta a terra.

La Fondazione ITS Academy «Emporium del Golfo» di Alcamo, presieduta da Enzo Giuseppe Munna, porta questo racconto sul terreno dell’orientamento. Dietro un piatto di pesce ci sono persone che conservano la materia prima, ne controllano la qualità, la trasformano, la cucinano e ne illustrano le caratteristiche al cliente. Per i ragazzi incontrare queste competenze attraverso un prodotto di casa è anche un modo per scoprire professioni alle quali, al momento di scegliere che cosa studiare dopo il diploma, potrebbero non aver pensato.

L’associazione CRITICA contribuisce alla progettazione culturale, alla comunicazione e ai materiali divulgativi. Il suo compito è rendere comprensibili anche fuori da un’aula conoscenze che spesso restano tra gli addetti ai lavori. Il programma prevede degustazioni guidate e dimostrazioni di cucina, con la lampuga accostata ad agrumi, ortaggi, erbe aromatiche e oli siciliani. Veder preparare un pesce risponde a un ostacolo semplice, ma decisivo: difficilmente si acquista ciò che non si sa cucinare.

L’iniziativa è finanziata dalla Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea e il Dipartimento della Pesca mediterranea, nell’ambito del PN FEAMPA 2021–2027, con il bando dedicato alla conoscenza e al consumo dei prodotti ittici siciliani pescati, allevati o trasformati (D.D.G. n. 439 del 19 agosto 2026; CUP G19B26000120009; codice intervento 222402/26).

Per il Comune, il risultato più utile si giocherà dopo gli incontri, tra il mercato e la cucina. Un ragazzo che riconosce il capone e un genitore che sa come prepararlo hanno una ragione in più per chiedere al pescatore che cosa abbia portato a terra quel giorno. È in uno scambio così ordinario che l’educazione alimentare può incidere sulle abitudini di una comunità costiera.

Tag: