Il 6 novembre l’iniziativa del Comune ha riunito studenti e cittadini. Il sindaco Pietro Puccio ha coinvolto il GAL Pesca, e le Fondazioni ITS Academy dell’agroalimentare e l’associazione CRITICA per affiancare l’orientamento dopo il diploma all’educazione alimentare.
CAPACI —Il 6 novembre, a Capaci, un incontro rivolto al mattino agli studenti e nel pomeriggio alla cittadinanza. Il punto d’incontro, quello tra due progetti: «Onde di gusto: il sapore del pescato e della cultura marinara di Capaci», promosso dal Comune, e «OrientaMenti nell’agroalimentare», il progetto PNRR che unisce tre fondazioni siciliane: ITS Academy Sicani di Bivona, ITS Academy Albatros di Messina e ITS Academy Emporium del Golfo di Alcamo.
A far incontrare i due percorsi è stata l’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Puccio. Per «Onde di gusto» il Comune ha chiamato a lavorare insieme il GAL Pesca «Golfi di Castellammare e Carini», che conosce da vicino la piccola pesca e le sue cooperative, le Fondazioni ITS Academy, che formano tecnici per l’agroalimentare, e l’associazione CRITICA, che cura la progettazione culturale e i materiali divulgativi. La scelta di Puccio ha dato all’orientamento un’occasione precisa: parlare dei percorsi dopo il diploma nello stesso luogo in cui ragazzi e famiglie potevano conoscere il lavoro a cui quei percorsi preparano.
È il metodo su cui si fonda «OrientaMenti nell’agroalimentare». La Fondazione Sicani, che ha proposto il progetto, Albatros ed Emporium del Golfo condividono esperienze di laboratorio e rapporti con scuole e imprese di territori diversi, hanno. presentato insieme gli strumenti utilizzati nella formazione. A Capaci, attraverso la Fondazione ITS Academy Emporium del Golfo, presieduta da Enzo Giuseppe Munna si è fatto portavoce dell’iniziativa di orientamento e quelle competenze hanno trovato un esempio familiare: seguire il pesce dallo sbarco alla vendita significa distinguere il lavoro di chi ne controlla la qualità, di chi mantiene la catena del freddo e di chi ne documenta la provenienza. Per uno studente, sono già tre modi diversi di immaginare il proprio posto nella filiera.


La lezione di educazione alimentare è stata affidata a Francesca Rita Cerami, presidente di IDIMED, l’Istituto Dieta Mediterranea, e a Toti Lucido, presidente del Co.Ge.Pa. Palermo Ovest. Cerami ha portato l’attenzione sulla stagionalità, sulla scelta degli ingredienti e su come utilizzarli riducendo gli sprechi. Lucido ha offerto il punto di vista dei pescatori. Le due prospettive si incontrano proprio al banco del pesce: se chi acquista conosce soltanto poche specie, anche un prodotto della cucina di casa come il capone può faticare a trovare spazio. Conoscerne la stagione e sapere come prepararlo può cambiare tanto la spesa di una famiglia quanto le possibilità di vendita di chi lo pesca.


È su questo terreno che il GAL Pesca «Golfi di Castellammare e Carini» mette a disposizione i rapporti con la marineria e che CRITICA contribuisce a rendere accessibile la conoscenza degli operatori. Il programma di «Onde di gusto» prevede anche degustazioni guidate e dimostrazioni di cucina dedicate alla lampuga, con abbinamenti ad agrumi, ortaggi, erbe aromatiche e oli siciliani. Sul versante della formazione, le tre Fondazioni proseguono invece con incontri negli istituti, visite ai laboratori e alle aziende, colloqui e testimonianze di diplomati. Per chi deve scegliere, vedere come lavora un tecnico o chiedere a un ex allievo quale preparazione gli sia servita vale più di un elenco di possibili sbocchi.
I due progetti hanno finanziamenti distinti. «OrientaMenti nell’agroalimentare» rientra nelle misure PNRR per l’orientamento degli ITS Academy (CUP G74D25005350006; codice progetto M4C1I1.5-2026-1725-P-63920). «Onde di gusto» è finanziato dalla Regione Siciliana, tramite il Dipartimento della Pesca mediterranea, nell’ambito del PN FEAMPA 2021–2027 (D.D.G. n. 439 del 19 agosto 2026; CUP G19B26000120009; codice intervento 222402/26).
A Capaci, la collaborazione ha funzionato attorno a una distinzione semplice: per scegliere che cosa portare in tavola occorre conoscere il prodotto; per scegliere che cosa studiare può essere decisivo conoscere le persone che ci lavorano. Il Comune e la rete degli ITS hanno offerto ai ragazzi l’occasione di fare entrambe le cose, cominciando da un pesce del loro mare.












