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Il GAL Pesca «Golfi di Castellammare e Carini» unisce sei comuni: la storia delle tonnare si racconta al castello arabo-normanno e lungo la costa

Sabato 7 novembre, alle 17, apre a Castellammare del Golfo l’esposizione permanente «Il Golfo delle Tonnare». Il GAL Pesca «Golfi di Castellammare e Carini» coordina il progetto che unisce i borghi marinari, da Trappeto a Sferracavallo.

CASTELLAMMARE DEL GOLFO — Sedici pannelli resteranno al piano terra del Castello arabo-normanno. Altri otto, bifacciali, sono destinati a viaggiare lungo la costa. È la scelta con cui il GAL Pesca «Golfi di Castellammare e Carini» e i comuni del territorio hanno deciso di raccontare la storia delle tonnare: dare alla memoria della pesca una sede stabile e, insieme, portarla nei paesi che di quella storia fanno parte. Sabato 7 novembre alle 17 sarà inaugurata al castello la mostra permanente «Il Golfo delle Tonnare», curata da Baldo Sabella e realizzata con i pannelli donati dal GAL al Comune di Castellammare del Golfo.

Il percorso segue il tonno nelle acque del golfo e ricostruisce le tecniche di pesca, gli elementi delle tonnare e il funzionamento degli impianti. Bastano alcuni nomi — Scopello, l’Uzzo, il Secco, Magazzinazzi — per capire quanto fosse fitta la geografia di quel lavoro. Nel giro di poche miglia, la stagione del tonno scandiva la vita di più paesi. Quando, dalla metà degli anni Cinquanta, l’attività cominciò a declinare, a rischiare di scomparire furono anche le conoscenze di chi sapeva dove e quando calare le reti. Raccontare una tonnara accanto alle altre aiuta a capire quanto ciascuna comunità abbia condiviso con quelle vicine.

È il criterio che guida «A.B.M. – Alla scoperta dei Borghi Marinari: Storie e Tradizioni», il progetto coordinato dal GAL Pesca «Golfi di Castellammare e Carini» presieduto da Pietro Puccio e diretto da Andrea Ferrarella nell’ambito dell’avviso REIMAR, legato al Registro delle identità della pesca mediterranea e dei borghi marinari. Vi partecipano Balestrate, Castellammare del Golfo, Isola delle Femmine, Terrasini, Trappeto e Palermo con la borgata di Sferracavallo. Il GAL ha riunito amministrazioni, operatori e comunità locali attorno a una domanda concreta: che cosa può fare ciascun borgo, insieme agli altri, per far conoscere i propri mestieri e accogliere chi vuole scoprirli?

La mostra offre una prima risposta. Con la donazione dei sedici pannelli, il Comune dispone di un allestimento che resterà accessibile a residenti, scuole e visitatori anche dopo l’inaugurazione. L’esposizione itinerante, invece, permette agli altri centri di ospitare il racconto delle tonnare e di accostarlo ai propri luoghi della pesca. Per un ragazzo di Trappeto o di Terrasini, la storia del golfo può cominciare nel suo paese; per chi visita il castello, può proseguire fuori dalle sue mura, lungo la costa.

Prima dell’apertura della mostra, il Museo delle Attività e Tradizioni Marinare sarà intitolato a Pina Di Stefano, già dirigente dei Servizi sociali comunali. Il legame con le sale del castello risale ai suoi studi: alle tonnare di Camar e Scopello aveva dedicato la tesi di laurea. Con Baldo Sabella, allora responsabile della biblioteca comunale e oggi curatore dell’esposizione, aveva inoltre condotto una ricerca sugli antichi mestieri. L’intitolazione restituisce così un nome anche al lavoro, meno visibile, di chi quella memoria ha raccolto.

Il progetto è finanziato dalla Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, Dipartimento della Pesca mediterranea – Servizio 4, nell’ambito dell’avviso REIMAR per il recupero, la fruizione e la valorizzazione dei borghi marinari (CUP G75J24000020009). Il primo risultato sarà visibile sabato al castello. L’altro si vedrà lungo la costa, ogni volta che gli otto pannelli troveranno posto in un nuovo paese.

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