Con il progetto PNRR “OrientaMenti nell’agroalimentare”, Sicani, Albatros ed Emporium del Golfo uniscono competenze e relazioni con le imprese. A Castellammare del Golfo, il confronto sull’energia del mare apre una riflessione sulle professioni della sostenibilità.
CASTELLAMMARE DEL GOLFO — Il futuro dell’agroalimentare siciliano passa anche dal mare: dalla valorizzazione del pescato, dalla conservazione dei prodotti, dall’impiego efficiente di acqua ed energia. Ambiti che mettono in relazione filiere diverse e richiedono competenze tecniche capaci di accompagnarne l’innovazione. Rendere queste opportunità comprensibili ai giovani è uno degli obiettivi di “OrientaMenti nell’agroalimentare”, il progetto che riunisce ITS Academy Sicani di Bivona, ITS Academy Albatros di Messina e ITS Academy Emporium del Golfo di Alcamo.

Proposto dalla Fondazione Sicani in rete con Albatros ed Emporium del Golfo, il progetto è stato ammesso a finanziamento nell’ambito delle misure PNRR dedicate alla promozione delle attività di orientamento degli ITS Academy. Identificato dal CUP G74D25005350006 e dal codice M4C1I1.5-2026-1725-P-63920, punta a raggiungere scuole, studenti e famiglie, collegando la conoscenza dell’offerta formativa alle trasformazioni del mondo produttivo.



La cooperazione tra le tre Fondazioni è il centro dell’iniziativa. Mettere in comune esperienze, laboratori e rapporti con le imprese permette di ampliare la presenza sul territorio e di presentare ai giovani una visione articolata delle professioni dell’agroalimentare. La rete collega aree diverse della Sicilia e costruisce occasioni di confronto nelle quali gli studenti possono conoscere i percorsi, comprenderne l’impegno e valutarne la coerenza con le proprie aspirazioni.
Una tappa di questo lavoro è stata la partecipazione al nono Salone Nautico di Sicilia, a Castellammare del Golfo, dove le attività di orientamento hanno incontrato il pubblico della manifestazione. A rappresentare le Fondazioni in rete è stato Enzo Giuseppe Munna, presidente dell’ITS Academy “Emporium del Golfo”. Lo stand ha offerto uno spazio di dialogo con visitatori, imprese e professionisti sulle competenze richieste dalle filiere e sulle possibilità della formazione tecnica superiore.
In questo contesto, il seminario “Un mare di Energia” ha fornito un’occasione per approfondire il legame tra agroalimentare e blue economy, l’economia connessa alle attività marine e costiere. Il confronto sulla produzione di energia rinnovabile dal moto ondoso ha consentito di osservare un percorso concreto: un bisogno del territorio incontra la ricerca, diventa una proposta tecnologica e richiede competenze per essere sviluppato, gestito e verificato.
L’esperienza mostra quanto la sostenibilità possa incidere sull’organizzazione delle attività produttive. Per la pesca e la filiera ittica, energia, disponibilità d’acqua, conservazione e logistica sono questioni strettamente collegate. Per chi si forma, comprenderne le relazioni significa avvicinarsi alle responsabilità tecniche che accompagnano la qualità del prodotto e l’efficienza dei processi.
Il collegamento tra i due progetti è educativo e orientativo. “Un mare di Energia” offre un caso di ricerca applicata su cui confrontarsi; “OrientaMenti nell’agroalimentare” aiuta a leggere le competenze e i percorsi formativi connessi a queste trasformazioni. L’incontro tra le iniziative permette di rendere più tangibile una domanda spesso astratta per gli studenti: che cosa potrò fare con ciò che imparo?
Le prospettive riguardano la produzione e la trasformazione alimentare, il controllo della qualità, la tracciabilità, la commercializzazione e la gestione sostenibile delle risorse. Sono attività nelle quali occorre saper dialogare con professionalità differenti. La formazione agroalimentare incontra così competenze ambientali, energetiche e digitali, dentro filiere che richiedono collaborazione e aggiornamento continuo.
Per le tre Fondazioni, orientare significa accompagnare questa comprensione attraverso esperienze dirette. Il progetto prevede incontri negli istituti superiori, seminari, giornate aperte, visite ai laboratori e alle aziende, insieme a testimonianze di diplomati ed esperti. Colloqui individuali e sportelli, anche online, affiancheranno siti web, newsletter, social network e guide dedicate all’offerta formativa.
Il contatto con le imprese assume un ruolo essenziale. Osservare un processo produttivo, chiedere a un tecnico come si svolge una giornata di lavoro o conoscere il percorso di un diplomato consente ai ragazzi di valutare una scelta sulla base di elementi concreti. Il coinvolgimento delle famiglie amplia questo confronto e aiuta a chiarire contenuti, requisiti e caratteristiche dei percorsi.
La collaborazione tra Sicani, Albatros ed Emporium del Golfo prevede inoltre la coprogettazione di moduli collegati ai piani di studio e alle prospettive professionali, rafforzando il dialogo tra scuola secondaria, ITS e sistema universitario. Il contributo delle aziende permette di mettere a fuoco i fabbisogni; quello delle istituzioni formative consente di tradurli in obiettivi di apprendimento.
È una forma concreta di comunità educante. Le scuole accompagnano la conoscenza delle attitudini, le Fondazioni rendono accessibile la specializzazione tecnica, le imprese aprono una finestra sui contesti professionali. La rete permette di condividere questa responsabilità e di raggiungere anche studenti che dispongono di minori occasioni di informazione.
La partecipazione al Salone Nautico e il confronto di “Un mare di Energia” hanno portato l’orientamento in un luogo nel quale ricerca, economia e territorio si incontrano. Per i giovani, è l’occasione di riconoscere il legame tra una risorsa familiare come il mare e attività professionali che richiedono preparazione specialistica. Su questo legame lavorano le tre Fondazioni: trasformare la conoscenza delle opportunità in scelte formative consapevoli. La crescita dell’agroalimentare e dell’economia del mare siciliani dipenderà anche dalla capacità di preparare persone che sappiano comprendere i processi, collaborare tra settori e contribuire all’innovazione delle proprie comunità.












