INDIRE conclude positivamente la valutazione del progetto 2024 e lo indica come buona pratica. La Fondazione di Alcamo punta sulle collaborazioni internazionali per offrire ai corsisti nuove competenze tecniche e occasioni di confronto con il mondo produttivo.
ALCAMO — Imparare una tecnica, confrontare metodi di lavoro, capire come un’impresa affronta mercati e organizzazione della produzione. Per gli studenti della formazione tecnologica superiore, la mobilità internazionale può diventare un’esperienza decisiva nella costruzione della propria professionalità. Su questa prospettiva investe la Fondazione ITS Academy “Emporium del Golfo” di Alcamo, il cui progetto Erasmus+ 2024 ha ottenuto una valutazione finale di 93 punti su 100 dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE.
La lettera di chiusura, firmata dalla dirigente coordinatrice dell’Agenzia Sara Pagliai, comunica l’esito positivo dell’esame del rapporto finale e della documentazione di supporto. Il progetto, riferito alla Convenzione n. 2024-1-IT02-KA131-HED-000222743, nell’ambito di Erasmus+, Azione Chiave 1, settore Istruzione superiore, KA131, è stato inoltre indicato come buona pratica nella piattaforma Erasmus+ Project Results. Un riconoscimento che valorizza la qualità delle attività e la gestione delle risorse.



Il giudizio degli esperti riguarda anche l’esperienza dei partecipanti: i tassi di soddisfazione risultano molto elevati, quasi tutti pari o vicini al cento per cento. Sono stati apprezzati l’approccio alle priorità trasversali del programma, la descrizione dell’impatto e le attività di diffusione dei risultati. In particolare, viene valorizzata la restituzione delle esperienze, attraverso la quale i partecipanti condividono con i colleghi quanto appreso all’estero.
È nella costruzione delle relazioni con i partner che si colloca la strategia della Fondazione. La mobilità acquista valore quando nasce da un confronto tra chi forma e chi accoglie gli studenti, individuando attività coerenti con il percorso di studi e occasioni effettive di apprendimento.
Nella più ampia attività di internazionalizzazione descritta dalla Fondazione figurano collaborazioni con il Centro Integrado de Formación Profesional A Granxa, in Spagna, e con Youth Neet Solutions di Marín. A queste si affiancano i rapporti con l’ITET “Girolamo Caruso” di Alcamo e con MESH s.r.l., parte del gruppo HMPA, con sede a Modica. Una rete che collega realtà formative e operative italiane ed europee.



Le esperienze illustrate dalla Fondazione hanno interessato Spagna, Portogallo e Malta, con il coinvolgimento di corsisti provenienti da diverse sedi siciliane, tra cui Santa Margherita di Belice, Sciacca, Giarre e Prizzi. Il confronto con le realtà ospitanti ha riguardato temi centrali per la formazione agroalimentare: innovazione agricola, export enologico, sostenibilità e valorizzazione del territorio.
Per i corsisti, il beneficio atteso è poter confrontare soluzioni, comprenderne le condizioni di applicazione e riportare nella propria formazione nuovi elementi di analisi. L’incontro con un’altra organizzazione del lavoro può stimolare anche una riflessione sulle possibilità di innovazione delle imprese siciliane.
A questa dimensione si aggiungono le competenze linguistiche e relazionali. Comunicare in un ambiente professionale internazionale, comprendere una consegna e collaborare con persone di diversa provenienza sono esercizi concreti di autonomia e responsabilità. La borsa Erasmus+ contribuisce a sostenere i costi della mobilità, rendendo più accessibile questa opportunità.
La partecipazione del personale, nella strategia complessiva della Fondazione, permette inoltre di trasferire il confronto internazionale nella progettazione didattica e nell’organizzazione delle attività. La condivisione al rientro assume quindi un’importanza particolare: consente alle conoscenze maturate dai singoli di raggiungere la comunità formativa.



Il buon esito documentato da INDIRE offre una base per proseguire. La valutazione contiene anche indicazioni di miglioramento: calibrare più precisamente le previsioni sulle mobilità, rafforzare le evidenze delle attività di diffusione e i controlli sulla compilazione dei rapporti dei partecipanti. Gli esperti rilevano inoltre che l’assenza di studenti in ingresso per studio non ha consentito di approfondire alcuni aspetti dell’offerta destinata a questa componente della mobilità.
Sono osservazioni che accompagnano una valutazione complessivamente molto positiva e indicano dove concentrare il lavoro successivo. Per Emporium del Golfo, consolidare i partenariati significa dare continuità alle opportunità, affinare la progettazione e collegare sempre meglio l’esperienza internazionale alle competenze richieste dalle imprese.
La scelta di coinvolgere docenti e personale amministrativo estende queste opportunità alla qualità dell’offerta formativa. Il confronto con altre organizzazioni può alimentare l’aggiornamento delle metodologie didattiche e delle modalità di gestione delle mobilità. La condivisione al rientro, valorizzata anche nella valutazione del progetto 2024, permette di rendere l’esperienza patrimonio della Fondazione.



Accanto ai rapporti europei, la Fondazione riferisce di avere avviato contatti anche a Tunisi, attraverso un incontro con don Domenico Paternò: una prospettiva di collaborazione ancora da sviluppare, nel quadro di un’apertura più ampia al Mediterraneo. La prospettiva è portare l’Europa ed il Mediterraneo dentro la formazione tecnica siciliana e restituire al territorio ciò che si apprende oltreconfine: metodi, relazioni e capacità professionali con cui affrontare il lavoro e immaginare nuove iniziative imprenditoriali.






