Home / Territorio / Credere nei giovani, far crescere le comunità, la sfida della formazione: dalla scuola un messaggio di fiducia ai giovani

Credere nei giovani, far crescere le comunità, la sfida della formazione: dalla scuola un messaggio di fiducia ai giovani

Al convegno nazionale della Rete N.AI, a Roma, innovazione e sostenibilità incontrano le aspirazioni delle nuove generazioni. Presenti anche le realtà formative di Alcamo, Marsala e Giarre: competenze e ricerca per contribuire allo sviluppo dei territori.

ROMA — Guardare lontano e trovare nella propria terra lo spazio per realizzare un’idea. È il messaggio rivolto ai giovani emerso dal convegno nazionale «L’innovazione a scuola, strumenti utili per una formazione sostenibile», svoltosi il 1° ottobre nella Sala della Comunicazione “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un invito a coltivare le proprie ambizioni attraverso lo studio, la ricerca e la capacità di collaborare, riconoscendo nel territorio in cui si vive un luogo al cui futuro contribuire.

A organizzare e moderare magistralmente l’incontro è stata Patrizia Marini, presidente della Rete Nazionale N.AI – Next AgrInnovation. Al centro del confronto, il rapporto tra scuola, ricerca e impresa: una collaborazione necessaria perché le innovazioni possano diventare opportunità professionali e occasioni di sviluppo per le comunità. Un obiettivo richiamato anche dal CREA nella presentazione dell’iniziativa.

Uno dei passaggi, a conclusione dell’evento, di Marini è stato affidato al racconto dell’ape che vola nonostante qualcuno la ritenga incapace di farlo. Una metafora motivazionale, da leggere come incoraggiamento a superare i giudizi limitanti. Il suo significato, rivolto ai ragazzi, è immediato: la sfiducia degli altri non deve decidere in anticipo ciò che una persona potrà diventare.

Quell’immagine acquista forza se accompagnata da un impegno concreto. Per affrontare il futuro servono preparazione, occasioni per sperimentare e adulti disposti a riconoscere le capacità dei giovani. La fiducia diventa credibile quando una scuola apre un laboratorio, un’impresa accoglie uno studente, un ricercatore rende accessibili le proprie conoscenze. È in questi passaggi che un’aspirazione può trasformarsi in un progetto.

La Sicilia ha portato al confronto nazionale la presenza di istituzioni impegnate nella formazione tecnica e professionale. Hanno partecipato Enzo Giuseppe Munna, presidente della Fondazione ITS Academy “Emporium del Golfo” con sede ad Alcamo (TP); Vincenza Mione, dirigente dell’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo (TP); Domenico Pocorobba, dirigente dell’Istituto Superiore “Abele Damiani” di Marsala; Tiziana D’Anna, dirigente dell’Istituto Superiore Mazzei e Liceo Leonardo di Giarre (CT).

La loro partecipazione richiama una questione essenziale per il territorio: come accompagnare i ragazzi dalla formazione alla possibilità di incidere sulla realtà che li circonda. Scuole e ITS possono mettere in relazione le aspirazioni individuali con i bisogni delle imprese e delle comunità, aiutando gli studenti a individuare problemi, proporre soluzioni e verificare sul campo le proprie idee.

Nell’agroalimentare, questo collegamento assume un significato concreto. Usare meglio l’acqua, ridurre gli sprechi, migliorare la qualità delle produzioni, tutelare il suolo, rendere tracciabili i prodotti sono esempi di sfide nelle quali conoscenze scientifiche e strumenti digitali possono produrre benefici condivisi. La sostenibilità diventa così una competenza da esercitare nelle scelte produttive e nella gestione delle risorse.

Al convegno erano presenti la sottosegretaria di Stato On. Paola Frassinetti, i direttori generali Ettore Acerra e Davide D’Amico, il presidente del CREA Andrea Rocchi, il presidente del CONAF Mauro Uniformi e il delegato nazionale di Coldiretti Giovani Enrico Parisi. Un confronto tra interlocutori della formazione, della ricerca e del mondo professionale, chiamati a costruire condizioni favorevoli all’iniziativa delle nuove generazioni.

Per i giovani siciliani, come per quelli di molti altri territori, poter scegliere dove costruire il proprio percorso è parte di questa prospettiva. Studiare altrove, conoscere altre esperienze, tornare o avviare un’attività nel luogo d’origine possono essere passaggi di una stessa crescita. Il compito delle istituzioni è rendere queste scelte praticabili, creando collegamenti e opportunità.

Anche l’invito a credere in se stessi comporta una responsabilità collettiva. Ai ragazzi si possono chiedere curiosità, impegno e disponibilità a imparare; alle scuole, alle imprese e alle amministrazioni spetta offrire strumenti, ascolto e spazi nei quali mettersi alla prova. È questo il messaggio che dal confronto di Roma può arrivare nelle aule di Alcamo, Marsala e Giarre: il futuro del territorio riguarda anche le idee di chi oggi si sta formando. Dare loro fiducia significa permettere che quelle idee siano studiate, sperimentate e sviluppate. E che il desiderio di volare alto trovi, nella propria comunità, un luogo da cui partire.

Tag: