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Sicilia, giovani ambasciatrici d’Europa: ERASMUS+ il futuro prende voce a Mondello

C’è un momento preciso in cui la scuola smette di essere solo aula e diventa mondo. A Palermo, nella luminosa cornice dell’Hotel La Torre di Mondello, quel momento ha avuto il volto e la voce delle alunne dell’ITET “Girolamo Caruso” di Alcamo.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Filippo Serra Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia e dell’Assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, On. Mimmo Turano, il cui intervento ha tracciato con chiarezza una direzione: investire nella scuola significa investire nel futuro della Sicilia. Un impegno concreto che si traduce in politiche, risorse e opportunità reali per studenti e docenti.

A seguire gli interventi dedicati al bilancio nazionale del PNRR Erasmus+, moderati magistralmente dalla Dirigente tecnica dell’USR Sicilia, Patrizia Abate. Hanno dato il proprio contributo importanti esperti, dirigenti e rappresentanti istituzionali come

Vincenzo Cusumano, Maria Ajello, Michela Mazzocca, Alessandro Visconti, Lorenzo Floresta, Luca Di Salvo, Loredana Messineo e Tiziana Finocchiaro. Un dialogo ricco, che ha trasformato numeri e programmi in visioni condivise.

Il pomeriggio, invece, spazio alla tavola rotonda Erasmus+ ed eTwinning per l’internazionalizzazione delle scuole, moderata da esperti INDIRE e dalle Ambasciatrici Erasmus+ della Sicilia.

Tra i protagonisti, l’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo, diretto da Vincenza Mione, che ha portato sul palco non solo un’esperienza, ma una testimonianza viva di ciò che significa oggi educare oltre i confini.

Le alunne dell’ITET “Girolamo Caruso”, sono il risultato concreto di questa visione: giovani che non solo apprendono, ma partecipano, condividono, diventano protagoniste del proprio futuro.

All’evento “Sicily on The Route of European Values”, promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, non sono stati solo numeri e progetti a raccontare il valore dell’internazionalizzazione. A farlo, con autenticità e passione, sono state proprio loro: studentesse che hanno attraversato l’Europa e sono tornate con uno sguardo nuovo, più ampio, più consapevole.

Con parole semplici ma profonde, hanno raccontato cosa vuol dire partire, incontrare l’altro, sentirsi parte di una comunità più grande. Hanno parlato di accoglienza, di relazioni, di crescita. In quel racconto, l’Erasmus non era più solo un programma: era un’esperienza di vita che trasforma.

Ed è proprio qui che emerge il ruolo centrale della scuola come comunità educante. Non più luogo chiuso, ma spazio aperto, vivo, in cui studenti, docenti, istituzioni e territorio costruiscono insieme percorsi di senso. Una comunità che accompagna, sostiene, orienta. Che non si limita a trasmettere conoscenze, ma forma persone capaci di abitare il mondo.

Sono salite sul palco con emozione, ma anche con una consapevolezza nuova. Hanno raccontato l’Erasmus non come un semplice viaggio, ma come un passaggio di crescita. Hanno parlato di città sconosciute diventate familiari, di lingue diverse trasformate in ponti, di amicizie nate oltre ogni distanza. E soprattutto, hanno raccontato cosa significa tornare: tornare con più coraggio, più autonomia, più futuro.

In quel racconto, la scuola si è rivelata per ciò che davvero è: una comunità educante, capace di accompagnare i giovani fuori dai confini geografici e dentro nuove dimensioni culturali, relazionali e personali.

A dare forza a questa prospettiva è stato anche l’intervento dell’Assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, On. Mimmo Turano, che ha ribadito con determinazione quanto sia strategico investire nella scuola per costruire sviluppo, coesione e opportunità. Il suo impegno si traduce in azioni concrete che stanno rendendo la Sicilia un punto di riferimento nazionale per l’internazionalizzazione.

I dati parlano chiaro: la Sicilia è oggi prima in Italia per mobilità Erasmus, con centinaia di studenti e docenti coinvolti in esperienze formative in tutta Europa. Un risultato che racconta una scuola in movimento, capace di guardare oltre i confini e di offrire ai giovani strumenti reali per crescere.

Il report di Indire pone la Sicilia al vertice delle regioni italiane con 229 istituti scolastici coinvolti. Seguono Campania con 200 e Lombardia 155. Tra le province siciliane, la provincia di Palermo è al primo posto per numero di mobilità all’estero realizzate pari a 1272, seguita dalle province di Catania e Trapani rispettivamente con 571 e 357.

In particolare, i soli progetti (PNRR_2023-1-IT02-KA121-SCH-000147950 e PNRR_2024-1-IT02-KA121-SCH-000225565), coordinati dall’ USR Sicilia e finanziati con 241.142,00 euro da NextGenerationEU nell’ambito della Missione 4 Componente 1, Investimento 3.1 «Nuove competenze e nuovi linguaggi» del PNRR (D.M.61/23), hanno coinvolto 32 scuole secondarie di primo e secondo grado della Sicilia, 155 partecipanti per un totale di 818 giornate formative all’estero. Le tre tipologie di attività – mobilità di gruppo, corsi di formazione e job-shadowing – sono state effettuate in 15 Paesi europei, tra i quali Spagna, Irlanda, Malta, Germania, Polonia, Ungheria, Slovenia, Portogallo, Francia, Romania, Turchia, Lituania, Belgio, Repubblica Ceca.

Ma dietro i numeri ci sono storie. Volti. Emozioni.

C’è una scuola che diventa ponte tra territori e culture, che educa alla cittadinanza europea, alla sostenibilità, all’inclusione. Una scuola che costruisce comunità, dentro e fuori le aule, e che restituisce ai giovani il senso di appartenenza e la fiducia nel futuro.

I dati presentati da INDIRE lo confermano: la Sicilia è oggi prima in Italia per mobilità Erasmus, con 229 istituti coinvolti e centinaia di studenti protagonisti di esperienze formative in tutta Europa. Numeri importanti, certo. Ma dietro quei numeri ci sono storie, trasformazioni, identità che si costruiscono.

Grazie ai progetti finanziati dal PNRR – Missione 4 “Nuove competenze e nuovi linguaggi”, centinaia di giovani hanno vissuto esperienze in 15 Paesi europei, dalla Spagna alla Germania, dalla Francia alla Lituania. Esperienze che non si limitano all’apprendimento linguistico, ma che intrecciano cittadinanza europea, sostenibilità, inclusione e innovazione digitale.

Particolarmente significativo è il coinvolgimento di studenti con bisogni educativi speciali: segno di una scuola che non lascia indietro nessuno, ma che fa dell’inclusione un valore concreto, vissuto.

Durante la giornata, si è parlato di futuro: del progetto “Study in Sicily”, delle opportunità offerte dal programma Erasmus+, delle strategie per rendere la scuola sempre più internazionale. Nella tavola rotonda, esperti e ambasciatori Erasmus+ hanno condiviso strumenti, metodologie e visioni, trasformando il confronto in un laboratorio di idee.

Ma ancora una volta, ciò che ha lasciato il segno è stata l’energia dei giovani.

Accolti dalla musica e dalla danza degli studenti del liceo Regina Margherita di Palermo, i partecipanti hanno vissuto un’esperienza che andava oltre il convegno: un viaggio simbolico tra identità siciliana e valori europei.

Perché è proprio qui che si gioca la sfida più grande: tenere insieme radici e orizzonti.

L’ITET “Girolamo Caruso” lo ha dimostrato con forza: si può partire senza perdersi, si può aprirsi al mondo restando profondamente legati alla propria terra.

E mentre le parole delle alunne risuonavano nella sala, una certezza si faceva strada tra tutti i presenti: il futuro non è qualcosa che accadrà.

È già qui.

Ha il volto di chi studia, parte, cresce e torna.

Ha la forza di una scuola che si fa comunità.

Ha la visione di istituzioni che credono nei giovani.

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