Ci sono sfide educative che non si affrontano solo con i programmi scolastici o con le verifiche in classe. Sfide che toccano la dimensione più fragile e complessa della crescita: quella delle emozioni, delle relazioni e dei comportamenti dei giovani. È proprio da questa consapevolezza che nasce l’incontro formativo “La gestione dei comportamenti oppositivi e aggressivi in classe – Strumenti e strategie”, un appuntamento che saprà unire competenze scientifiche, sensibilità educativa e impegno sociale.
L’iniziativa si inserisce nel progetto GENERAZIONE Z (CLP 2024-PE4-00108 | CUP J64C25000320004), finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Missione 5 “Inclusione e Coesione”, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa nel Mezzogiorno e offrire ai giovani strumenti reali di crescita, partecipazione e autonomia.
Promosso dalla TERRAFERMA Società Cooperativa Sociale, soggetto responsabile del progetto, l’intervento coinvolge una rete ampia e qualificata di partner istituzionali e territoriali: l’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, il Comune di Castellammare del Golfo, l’Associazione EURO, l’Associazione Innovazione Sociale e Territoriale, l’Istituto Comprensivo Vivona di Calatafimi e l’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo.
Attraverso laboratori formativi, percorsi di empowerment, attività educative e spazi di partecipazione, l’iniziativa punta a restituire ai giovani fiducia, strumenti e opportunità. Un modello di intervento che non si limita a sostenere i ragazzi, ma li coinvolge attivamente nella costruzione del proprio futuro.
In questo contesto, le scuole diventano veri e propri presìdi educativi di comunità, capaci di raccogliere competenze, attivare reti territoriali e favorire processi di crescita condivisa.
Tra le attività più significative del progetto si inserisce il percorso formativo dedicato alla gestione dei comportamenti oppositivi e aggressivi in classe, un tema che riguarda da vicino insegnanti, educatori e famiglie.
Le due giornate formative saranno guidate dal dott. Paolo Pace, responsabile del servizio di Neuropsichiatria Infantile del Distretto di Castelvetrano, professionista impegnato da anni nello studio e nel supporto delle dinamiche psicologiche e comportamentali dell’età evolutiva.
Il suo intervento offrirà strumenti concreti e strategie operative per affrontare situazioni spesso difficili da gestire nella quotidianità scolastica: episodi di opposizione, aggressività, conflitti relazionali e difficoltà emotive che possono emergere durante il percorso di crescita.
Il cuore del percorso formativo sarà proprio questo: comprendere che dietro ogni comportamento problematico si nasconde spesso una richiesta di ascolto, una fragilità, un bisogno di attenzione.
Attraverso esempi pratici, riflessioni psicopedagogiche e strategie educative, il dottor Pace accompagnerà docenti e operatori sociali nella costruzione di nuovi strumenti di intervento, capaci di trasformare il conflitto in occasione educativa.
Gestire i comportamenti oppositivi non significa reprimere o punire, ma costruire relazioni educative più consapevoli, capaci di sostenere i ragazzi nel difficile percorso verso l’autonomia e la maturità.
L’incontro dimostrerà ancora una volta quanto sia fondamentale la collaborazione tra scuola, servizi sanitari, enti locali e realtà del terzo settore. Solo attraverso una rete educativa forte e condivisa è possibile affrontare le nuove sfide che coinvolgono il mondo giovanile.
Il progetto Generazione Z rappresenta in questo senso un modello virtuoso di innovazione sociale, capace di attivare energie del territorio e di costruire percorsi concreti di prevenzione della dispersione scolastica e del disagio giovanile.
In un tempo segnato da cambiamenti rapidi e fragilità diffuse, iniziative come questa ricordano che educare significa prima di tutto credere nei giovani.
Significa offrire loro strumenti, ascolto e opportunità. Significa costruire comunità che non lasciano indietro nessuno.
E proprio da qui parte il messaggio più forte di questo incontro: dietro ogni ragazzo che fatica a trovare il proprio posto nel mondo, c’è una possibilità di crescita che aspetta solo di essere accompagnata. Perché la scuola, quando lavora insieme al territorio, può diventare davvero il primo spazio di futuro





