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Agricoltura 4.0 e formazione: ad Alcamo un confronto strategico sulle competenze del futuro

Giovedì 26 febbraio 2026, alle ore 15:00, l’aula magna dell’ITET Girolamo Caruso di Alcamo ha ospitato una tavola rotonda di alto profilo dedicata a uno dei temi più strategici per il territorio: il futuro dell’agricoltura nell’era dell’Industria 4.0 e il ruolo decisivo della formazione nello sviluppo delle nuove competenze professionali. L’incontro si è svolto nell’ambito dell’evento “Laboratori in Fiera”, configurandosi come un momento qualificato di dialogo tra scuola, università, imprese e sistema produttivo.

L’iniziativa, presentata e accolta con entusiasmo dall’On. Mimmo Turano, è stata patrocinata dall’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale ed è stata promossa, coordinata e diretta dalla dirigente scolastica Vincenza Mione, in collaborazione con la Fondazione ITS Academy “Emporium del Golfo” la CNA Sicilia e il GAL Golfo di Castellammare. Un’impostazione che ha posto la formazione come leva strategica per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

Elemento centrale del TALK è stata la presenza di Patrizia Marini, dirigente scolastica in quiescenza, membro del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) e Presidente Nazionale della Re.N.Is.A. (Rete Nazionale Istituti Agrari). La sua partecipazione ha dato particolare rilievo al tema del lavoro in rete tra istituzioni scolastiche, inteso come condizione imprescindibile per affrontare le sfide poste dalla transizione digitale ed ecologica.

La tavola rotonda ha infatti rappresentato un momento significativo di incontro in presenza dei rappresentanti della Re.N.Is.A., tra cui la rappresentante regionale Tiziana D’Anna, dirigente dell’I.S. “Leonardo” di Giarre (CT), la dirigente della scuola ospitante Vincenza Mione e Domenico Pocorobba, dirigente dell’IIS “Abele Damiani” di Marsala, insieme ad altri dirigenti della rete. Un segnale forte di una scuola che si propone come comunità educante, capace di costruire alleanze stabili con il mondo produttivo e con la ricerca.

Nel suo intervento, Patrizia Marini ha ribadito come l’innovazione non possa limitarsi all’introduzione di nuove tecnologie, ma debba tradursi in modelli didattici e organizzativi rinnovati, capaci di integrare competenze tecniche, sostenibilità e inclusione, valorizzando i territori e offrendo opportunità concrete alle giovani generazioni.

Il confronto è stato arricchito dagli interventi di Pietro Catania, Professore Ordinario di Meccanica Agraria presso l’Università degli Studi di Palermo, che ha offerto una lettura scientifica dei processi di innovazione in agricoltura, evidenziando il ruolo centrale della ricerca e del trasferimento tecnologico verso le imprese.

Accanto al mondo accademico, grande attenzione è stata riservata alla formazione tecnica superiore. La presenza di Maria Teresa Ferlita, Direttore della Fondazione ITS Academy “Sicani”, e di Enzo Giuseppe Munna per l’ITS Emporium del Golfo, ha rafforzato il messaggio che creare sistema tra ITS, scuole e imprese è la condizione essenziale per rispondere ai fabbisogni reali del comparto agroalimentare.

Grande attenzione è stata riservata anche alla formazione tecnica superiore. La presenza di Maria Teresa Ferlita, Direttore della Fondazione ITS Academy “Sicani”, ha sottolineato l’importanza degli ITS come ponte tra istruzione e lavoro, in particolare nel comparto agroalimentare, dove le competenze specialistiche rappresentano un fattore chiave per l’occupabilità.

Dal punto di vista economico e finanziario, l’intervento di Francesco Paolo Leone, Direttore Generale della Banca Don Rizzo, ha messo in luce il ruolo del credito come strumento di accompagnamento allo sviluppo delle imprese agricole, delle famiglie e dei progetti legati all’innovazione e alla crescita sostenibile delle comunità locali.

Il mondo dell’impresa è stato rappresentato da Matteo Graziani, che opera in SERRANOVA SRL, realtà attiva nell’agroalimentare industriale di precisione, e da Claudio Maroni, Leading Engineer presso Soluzione Ingegneria SRL. I loro contributi hanno offerto esempi concreti di come l’innovazione tecnologica, dall’automazione ai sistemi intelligenti, stia trasformando i processi produttivi e le filiere agroalimentari.

A rappresentare il mondo delle imprese artigiane e agroalimentari del territorio è intervenuto Girolamo Sugamele Presidente di Produzione Alimentari CNA Trapani, ha posto l’accento sulla necessità di competenze sempre più qualificate, capaci di coniugare qualità delle produzioni, innovazione dei processi e valorizzazione delle eccellenze locali, che ha evidenziato la necessità di competenze sempre più qualificate per sostenere competitività, qualità delle produzioni e valorizzazione delle eccellenze locali.

Un focus specifico è stato dedicato all’agricoltura intelligente e all’urban farming, ambiti strategici per la Sicilia. Nel corso del dibattito sono state illustrate tecnologie per il monitoraggio delle colture tramite sensori digitali, sistemi di analisi predittiva dei dati climatici, macchine agromeccaniche intelligenti, serre ipertecnologiche ecosostenibili, soluzioni per l’ottimizzazione energetica e modelli di produzione a “metro zero”, capaci di rafforzare filiere corte e sostenibili.

L’agricoltura 4.0 è emersa come esempio emblematico di integrazione tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, dimostrando come l’uso di sensori, droni, piattaforme digitali e sistemi di irrigazione intelligente possa ridurre sprechi, migliorare la qualità delle produzioni e contenere l’impatto ambientale.

Il coinvolgimento dei GAL territoriali ha infine evidenziato il legame strutturale tra formazione tecnica e sviluppo locale. In questo scenario, la scuola non si limita a preparare studenti per un mercato del lavoro astratto, ma contribuisce alla rigenerazione economica delle aree rurali, favorendo imprenditorialità giovanile, innovazione nei processi agricoli e valorizzazione delle risorse territoriali.

La tavola rotonda di Alcamo ha restituito un messaggio condiviso da tutti i relatori, con Patrizia Marini come figura di riferimento: solo una formazione costruita in rete, capace di integrare scuola, università, ITS, imprese e istituzioni, può trasformare le competenze in opportunità reali e rendere l’agricoltura un motore di crescita sostenibile per il territorio e per le nuove generazioni.

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