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Quando il mare diventa progetto: i borghi marinari del Golfo di Castellammare tra identità, futuro e comunità l’esperienza del comune di Trappeto

C’è un filo sottile – ma tenace – che lega i borghi marinari del Golfo di Castellammare: non è solo la linea della costa, ma una trama fatta di memoria, lavoro, cultura e mare. È da questa consapevolezza che nasce la strategia di sviluppo locale promossa dal GAL PESCA “Golfi di Castellammare e Carini”, costruita insieme ai Comuni di Balestrate, Castellammare del Golfo, Isola delle Femmine, Sferracavallo (Palermo), Terrasini e Trappeto attraverso un percorso di concertazione autenticamente “bottom up”, che ha messo al centro gli operatori, le comunità, i territori.

Emblematico, in questo senso, è il caso di Trappeto, che ha saputo interpretare concretamente questa visione. Nel borgo, la valorizzazione passa attraverso murales dedicati alla Madonna – segno di una devozione popolare che diventa racconto urbano – interventi di arredo con sedili e fioriere che restituiscono vivibilità agli spazi comuni, l’installazione di cartelli informativi e una mostra itinerante capace di intrecciare memoria e paesaggio, mare e comunità.

Afferma il sindaco Santo Cosentino: «Siamo orgogliosi di essere parte attiva di questo progetto di rete che valorizza l’identità dei nostri borghi. Abbiamo voluto che il percorso iniziasse con un’opera dedicata alla Madonna Assunta, simbolo della nostra storia e della nostra fede. Il progetto è in itinere: dopo il murales procederemo con l’installazione degli arredi per rendere il borgo sempre più accogliente. Investire nella bellezza e nella memoria significa puntare su un turismo culturale di qualità, capace di generare economia rispettando i nostri luoghi di vita e di lavoro».

L’artista Igor Scalisi Palminteri ha raccontato così il significato dell’opera: «Il sacro e il mare si fondono nell’abbraccio della devozione. Ogni 15 agosto gli abitanti celebrano la Madonna Assunta portandola in processione fra le onde. Il mare diventa altare, la barca una cattedrale galleggiante. Qui il legame con l’acqua si veste di fede e la figura femminile diventa icona di protezione e speranza: la Madre che guida, che consola, che accoglie».

L’obiettivo è ambizioso ma necessario: promuovere il benessere sociale e valorizzare il patrimonio culturale delle zone di pesca e acquacoltura, incluso quello – spesso trascurato – del patrimonio culturale marittimo. Non una tutela statica, ma un’azione viva, capace di migliorare il patrimonio ambientale, affrontare la sfida dei cambiamenti climatici e rafforzare la coesione sociale attraverso la partecipazione attiva delle comunità locali.

In questo quadro si inserisce il progetto “A.B.M. – Alla scoperta dei Borghi Marinari: Storie e Tradizioni”, finanziato dall’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento della Pesca Mediterranea – Servizio 4 sviluppo locale e identità culturale della pesca mediterranea nell’ambito dell’Avviso REIMAR “INTERVENTI PER IL RECUPERO, LA FRUIZIONE E LA VALORIZZAZIONE DEI BORGHI MARINARI”- CUP G75J24000020009 nell’ambito dell’Avviso REIMAR, che rappresenta un passaggio decisivo: non più singole iniziative isolate, ma una visione condivisa di costa come sistema culturale integrato. Il Registro delle Identità della Pesca e dei Borghi Marinari (REIMAR) diventa così non un semplice elenco di beni, ma una mappa di possibilità.

La strategia è chiara: creare sinergie tra borghi limitrofi, raccontare il legame profondo con il mare attraverso una mostra itinerante lungo la costa, installare segnaletica tematica capace di guidare residenti e visitatori alla scoperta di tradizioni, mestieri e luoghi nascosti. E ancora, promuovere l’arte urbana come linguaggio contemporaneo dell’identità, trasformando strade e vicoli in un museo a cielo aperto, affiancando interventi di arredo urbano e piccoli restauri che restituiscano dignità e bellezza agli spazi pubblici.

Il valore aggiunto del progetto sta proprio qui: nel superare la frammentazione che troppo spesso limita la promozione dei borghi marinari a iniziative locali, scollegate tra loro. I borghi costieri siciliani, con la loro storia millenaria e le tradizioni legate alla pesca, rappresentano un patrimonio unico e variegato che può parlare al presente solo se messo in rete.

Non si tratta solo di turismo, ma di turismo culturale di qualità, capace di educare, coinvolgere, generare economia senza snaturare i luoghi. Un turismo che nasce dal basso, che riconosce nei borghi marinari non cartoline da consumare, ma spazi di vita, lavoro e identità.

In un tempo in cui le coste rischiano di essere omologate o marginalizzate, il progetto A.B.M. indica una strada diversa: quella di uno sviluppo locale che parte dal mare per parlare di futuro. E che dimostra come, se ascoltate e messe in rete, le comunità costiere possano tornare a essere protagoniste del proprio racconto.

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